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Globo di Modena: dopo il rogo è da abbattere la parte centrale del complesso commerciale

di Carlo Gregori
Globo di Modena: dopo il rogo è da abbattere la parte centrale del complesso commerciale

Ieri i sopralluoghi coi tecnici del Comune, il cemento armato è compromesso. Agibili solo i lati. Nessuna traccia di dolo

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MODENA. Il Globo, il giorno dopo il grande incendio: un centro commerciale devastato per tre quarti; un via vai di vigili del fuoco, tecnici ed ex occupanti che controllano cosa salvare e cosa abbattere. Il lungo asse di capannoni di via Emilia Ovest si è salvato solo ai lati. Come spiega l’ispettore dei vigili del fuoco Silvano Patroclo: «Solo la Sala Bingo sulla destra e il complesso della palazzina uffici col bar e la filiale Unicredit oggi sono agibili. Il resto no. È vietato entrare: è pericoloso».

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Solo la parte sotto il livello del suolo dove si trovavano i magazzini è salva. Il resto - quasi 10mila metri quadrati - è gravemente compromesso dalle fiamme che hanno bruciato senza sosta nella notte tra lunedì e ieri nonostante l’intervento incessante di 40 vigili del fuoco, dei loro mezzi e dell’autobotte speciale da Bologna che contiene 25mila litri d’acqua.

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Non si è salvato quasi nulla della sala videolottery Game House, della Bosiotex - un importante centro vendite di tessuti al quale si rivolgevano produttori tessili e case di moda di Carpi, Modena e provincia - della Kaos e dei suoi uffici vuoti attigui. L’altissima temperatura di un rogo che alimentato continuamente da prodotti esposti altamente infiammabili, come tessuti, bigiotteria, borse e prodotti di merceria, ha portato prima alla liquefazione del tetto dei capannoni che è colato a un calore tale da intaccare i muri e surriscaldarli. La temperatura è salita ancora fino a compromettere le parti di cemento armato che hanno reso instabile tutto il corpo centrale del Globo. Tre quarti del lungo edificio verranno probabilmente abbattuti. Resta da capire che sorte avranno invece gli uffici transennati, chiusi per precauzione, accanto al bar dove hanno sede altre ditte.

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Ieri mattina la preoccupazione dei titolari di tutte queste imprese era palpabile. Se Antonio Bosio ha perso tutto dopo quarant’anni di lavoro e non è chiaro il futuro dei suoi dipendenti - persone che lavoravano lì da trent’anni - lo stesso destino si profila per i dipendenti della Frasa Kaos, lo show room di merceria e borse dal quale è partito l’incendio intorno alle 3.30 di notte. Il titolare Enrico Sala non se la sente di commentare.

«Sì, siamo stati fortunati - dicono i Tagliati, gestori della Sala Bingo - possiamo riaprire. Ma eravamo a dir poco preoccupati. Siamo stati noi a fornire il primo attacco per l’acqua ai vigili del fuoco. Per questo l’incendio non si è propagato dalla nostra parte».

Ieri mattina i tecnici comunali hanno svolto un sopralluogo accurato mentre sono state aperte le pratiche assicurative. Sia quelle del condominio Globo che quelle delle singole aziende danneggiate.

L’abbattimento e la eventuale ricostruzione verranno discussi nei prossimi giorni, dopo le relazioni conclusive sui sopralluoghi d ieri, ma si prevedono comunque tempi relativamente stretti: la voglia di ripartire pare prevalere.

Continua intanto l’indagine della polizia di stato sulle cause dell’incendio. La Scientifica - con gli esperti dei vigili del fuoco che conducono un’inchiesta parallela - non ha trovato tracce di manomissione o di effrazione agli ingressi (porte e finestre), né tracce di innesco che facciano supporre il dolo. L’ipotesi del dolo, tuttavia, resta, al centro delle investigazioni coordinate dal pm Maria Angela Sighicelli.

Quanto all’ipotesi più probabile per ora per capire da dove è scaturito l’incendio, secondo gli esami tecnici in loco potrebbe essere tutto partito da un cortocircuito nel controsoffitto centrale della Kaos. Si era parlato di recenti lavori all’impianto elettrico, ma non c’è alcuna conferma a questo proposito.

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