Meningite, i modenesi in fila per la vaccinazione
In un anno sono quadruplicati: sono passati dai 600 del 2015 ai 2200 del 2016 Gratis a minori e categorie a rischio, per gli altri il costo varia da 52 a 142 euro
MODENA. La paura della meningite si fa sentire, spingendo all’insù le vaccinazioni come mai era accaduto prima.
A Modena il numero di quelle volontarie è quasi quadruplicato in un anno, passando da 600 a 2200, mentre quelle che vengono fatte dall’Ausl d’ufficio per minori e popolazione più a rischio sono arrivate a toccare quota 20 mila, oltre 7 mila in più rispetto al 2015.
Tutto questo in un contesto, come Modena e la sua provincia, in cui i casi diagnosticati l’anno scorso furono solo 6 di cui uno solo mortale per una bambina marocchina a Carpi.
Siamo ben lontani dunque dalle medie nazionali ma la paura di un contagio potenziale per una malattia che colpisce in maniera subdola ha innescato una reazione a catena e anche la Regione Emilia Romagna è corsa ai ripari, potenziando la rete degli ambulatori, aumentando il numero delle dosi a disposizione già dal prossimo 17 gennaio, offrendo (a richiesta della famiglia) il vaccino gratis a tutti i bimbi nati successivamente dal 1° gennaio di quest’anno in poi, mentre sino all’anno scorso era a pagamento per la meningite B.
Da ultimo, ma non per questo meno importante, c’è il prezzo calmierato per i vaccini. Per chi? Ovviamente per tutti coloro che non rientrano nelle categorie a rischio, compresi coloro che sono affetti da malattie croniche come i diabetici. Bene, i costi da affrontare per chi decide di mettere mano al portafoglio e cautelarsi, sono da gennaio sostanzialmente dimezzati.
Ma andiamo con ordine.
L’allarme che si sparge dalla Toscana (considerata a torto o a ragione la regione più a rischio per il focolaio che continua a colpire in quel territorio)ha creato una psicosi difficile da gestire per la sanità pubblico. Sinora il sistema tiene, ma i numeri stanno lì a dimostrare che la pressione di chi si rivolge alle strutture per avere un vaccino è molto alta.
Chi è già stato vaccinato. Il vaccino contro il meningococco C è partito nel 2006 coinvolgendo sia i bambini di 12/14 mesi sia gli adolescenti dai 13 ai 17 anni che, statisticamente, sono i più vulnerabili anche se con percentuali infinitesimo.
Negli ultimi tempi il vaccino è stato ampliato anche ai ceppi A, W, Y e si risolve in una volta sola, un solo trattamento senza necessità di richiamo.
Il ceppo B. La meningite del ceppo B è quella che sta dando parecchi grattacapi agli infettivologi e non è un caso che la protezione sia stata estesa anche a questo batterio. In questo caso il trattamento è duplice: prima somministrazione e poi richiamo dopo due mesi. Solo a quel punto la copertura è completa.
Quanto dura il vaccino? La protezione contro l’attacco della malattia dura cinque anni. «Almeno cinque anni» si affrettano a precisare ai piani alti dell’Ausl.
Quanto costa? Tutto gratis, per i minori e le categorie a rischio, ad esempio i malati cronici). Resta gratuita anche per i residenti toscani che per lavoro sono in Emilia e viceversa. Per tutti gli altri i costi sono differenziati e anche in calo. La tariffa regionale è stata rivista al ribasso per entrambe le categorie di farmaci. Prima ad esempio, per il vaccino da meningococco B, alla gratuità per la popolazione più vulnerabile, era affiancato il costo di 182 euro per chi doveva pagarlo di tasca propria. Oggi invece, per lo stesso vaccino, la tariffa calmierata è di 100 euro per i minori fuori dalla fascia gratuita e di 142 per gli adulti paganti. Per quello dei ceppi A, C,W,Y era e resta di 52,20 euro.
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