«Occorre il coraggio di dire no»
Sel: la città col sindaco in testa devono opporsi. Prc: non aumenterà la sicurezza
Il Sel è da sempre contrario ai Cie : «Occorre il coraggio di dire di no - dice il coordinatore di Sel Luca De Pietri - I Cie rappresentano un’incoerenza ai principi costituzionali italiani e una stortura dei regolamenti europei sul tema migrazione. I dati confermano, che più di uno su due dei migranti detenuti per mesi nei Cie ottengono permesso d’asilo, percentuale ormai confermata negli anni, mentre è sicuramente e tecnicamente controversa l’ espulsione dei non aventi diritto di permanenza. Qui la mancanza di attivazione diplomatica per accordi con i paesi di provenienza rappresenta un limite difficilmente superabile. La carcerazione amministrativa, perché di fatto la privazione delle libertà, in ambiti ristretti ed esclusivi questo rappresenta, rimane un provvedimento incoerente alla luce della mancanza di reato penale. Abdicare a questo principio significa rinunciare ad un presidio di legalità. La riapertura del Cie a Modena va scongiurata e contestata. Sull onda dell emotività degli episodi di terrorismo il nuovo governo si presenta con la perentorietà del ministro Minniti sulla tolleranza zero ai migranti irregolari, ma invece vorremmo vedere senso civico di affrontare i problemi, ansie e le condivisibili insicurezze. Mi auguro che Modena con il suo sindaco in testa sappiano dire di no». Stefano Lugli di Rifondazione. «I Cie non li vogliamo: nè a Modena nè a Bologna. iICie attivi vadano chiusi e trasformati in strutture di accoglienza non detentive. I Cie sono strutture inefficienti, costose e con condizioni di trattenimento lesive della dignità umana e indegne di un paese civile. Riaprirli non aumenterà la sicurezza dei cittadini e non faciliterà le espulsioni. Di Cie si muore».
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