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la riapertura della struttura

Cie a Modena? Raffica di no I sindacati: partita già chiusa

Tra le città indicate come possibile sede dei nuovi Cie voluti dal governo c'è Modena: «Notizie e anticipazioni di questi giorni danno quasi per certa la riapertura» sotto la Ghirlandina e così Cgil-C...

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Tra le città indicate come possibile sede dei nuovi Cie voluti dal governo c'è Modena: «Notizie e anticipazioni di questi giorni danno quasi per certa la riapertura» sotto la Ghirlandina e così Cgil-Cisl-Uil si mettono subito di traverso parlando di «ricetta vecchia e fallimentare». Le tre sigle, per esporre posizioni e proposte chiedono un «incontro urgente al prefetto e al sindaco di Modena». In un comunicato congiunto, dichiarano un «no chiaro e definitivo alla riapertura del Cie in città, struttura inutile e costosa». A Modena peraltro, attorno al centro, si sono innescati parecchi problemi e infatti i confederali sottolineano che «la battaglia degli anni scorsi per la chiusura del Cie di Modena è stata una conquista su cui non ci può essere nessun arretramento». A Modena, dopo denunce e segnalazioni, il Cie è stato chiuso nel 2013, dopo «un importante lavoro di mobilitazione e pressione» con il coinvolgimento di istituzioni, parlamentari, associazioni e sindacati «che hanno condiviso la necessità di porre fine ad un'esperienza sbagliata e fallimentare» e ora «Modena, come qualunque altra città, non ha certamente bisogno di un Cie, esperienza chiaramente fallimentare e luogo, dove sono stati continuamente violati i diritti umani e la dignità delle persone, che produce solo una lunga e inutile detenzione senza risolvere il problema dell'identificazione». Riaprirlo significa «alimentare in modo strumentale odio e creare problemi e tensioni nei territori che li ospitano», avvertono Cgil-Cisl-Uil rilanciando le misure alternative proposte dai confederali per gestire in modo diverso l'immigrazione («Percorsi di inclusione e interventi innovativi» su povertà, diritto al lavoro, piena cittadinanza). Ferraresi, deputato M5S: «Minniti ignora le molteplici sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e Corte costituzionale che definiscono la misura limitativa della libertà personale che avviene nei Cie “mortificazione della dignità dell’uomo”. La sua idea di istituirne addirittura uno per regione è assolutamente irricevibile». La Lega Nord di Modena: «Visto che molti di questi Cie, come quello di Modena su cui sta puntando gli occhi il viminale, sono in disuso da anni necessitano di ristrutturazione: chi pagherà? Inoltre il Siulp denuncia già da tempo la carenza di organico sul nostro territorio, in che modo il governo attuale conta di garantire la sicurezza e il controllo di Modena? Ci saranno nuovi bandi per assumere più organico nelle forze dell'ordine? Verrà inviato l'esercito a Modena? I Cie riaperti potrebbero arrivare al collasso in pochi mesi e visto che il flusso migratorio non si ferma tra 1 anno dovremmo aprire nuovi Cie?».

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