Disoccupati, ecco la classifica dei Comuni
In Appennino si registrano i tassi più elevati, male Sassuolo, dati contraddittori nella Bassa
Il rapporto stilato da Unioncamere e Regione Emilia-Romagna sulla realtà lavorativa regionale per il primo semestre del 2016 ha segnalato un incremento del Pil in Emilia Romagna (+ 1%) che è più elevato rispetto alle altre regioni italiane. La leggera ma determinante crescita del Pil ha influito positivamente anche sull'occupazione con una crescita del 2,4 % rispetto al 2015: in Regione risultano occupate mediamente circa 1,9 milioni di persone con un tasso di disoccupazione, secondo l'Istat, del 7,1% (Italia: 10,9%).
Va sottolineato che il tasso di disoccupazione è il rapporto fra il numero dei disoccupati e il totale della forza lavoro disponibile, quindi un dato che offre una misurazione eloquente dell’occupazione nell’area presa in considerazione. Interessanti i dati forniti dal Rapporto riguardo la provincia di Modena, che mettono in evidenza come sia il Comune appenninico di Fiumalbo, con un tasso di disoccupazione del 12,2%, il peggiore fra i 47 modenesi mentre al vertice è Campogalliano con un dato del 3,7%.
Il dato della provincia nel suo complesso è di 7,4% mentre fra i tre centri più importanti della provincia il migliore è Modena con 7,5%, poi viene Carpi con 7,9% e infine Sassuolo con 9,7%. L'occupazione sembra andare peggio nelle zone appenniniche dove Comuni come Pievepelago segnano un 9,7%, Pavullo 8,7% o Montecreto l'11,8%.
Vanno decisamente meglio i Comuni delle aree circostantri rispetto al capoluogo Modena, come per esempio Formigine (7,5%), Castelfranco (6,8%), Soliera (6,0%) o, appunto, Campogalliano.
Particolarmente frammentata è l'occupazione nei Comuni dell’area a nord di Modena, dove troviamo esempi positivi come Medolla, Cavezzo e Mirandola (rispettivamente con il 4,3, il 4,8 e il 5,8) ma anche negativi come Finale (10,2) e Novi (9,3).
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