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Pavullo assediata dai ladri Solo “nonna coraggio” si salva

di Daniele Montanari
Pavullo assediata dai ladri Solo “nonna coraggio” si salva

Se li è trovati martedì in casa affrontandoli faccia a faccia: si sono “scusati” e se ne sono subito andati Nello stesso pomeriggio colpi riusciti in altre abitazioni, razziate da una banda di professionisti

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PAVULLO. Serata di “visite” da parte dei ladri martedì a Pavullo, che ha interrotto la “pax” seguita all’operazione con cui a fine novembre i carabinieri avevano sgominato una banda di albanesi, con sei arresti. Un’altra banda, da fuori, è entrata in azione tra le 17.30 le 19.30 con diversi episodi segnalati in paese, ma ancora da formalizzare con denuncia.

Colpita in particolare la zona residenziale nord tra le vie Lenzini e Manni, ma si parla di blitz anche in via Liguria, zona alta dell’ospedale. Dinamica classica: irruzione da balconi o finestre con caccia a oro e contanti. I bottini in realtà non sono stati elevati, ma a colpire come sempre è soprattutto lo sconvolgimento della tranquillità domestica. Professionisti in azione: in un caso col flessibile hanno tagliato lo sportello della cassaforte, per loro sfortuna vuota. I vicini hanno sentito, ma non hanno chiamato i carabinieri pensando solo a un rumore insolito. La segnalazione sarebbe invece stata preziosissima. Tra le vittime, in una palazzina di via Manni, il 22enne E.S. che racconta: «Ero uscito con mia mamma alle 16, e quando siamo rientrati verso le 21 abbiamo visto tutto sottosopra, un incubo. Sono entrati dalla terrazza sul retro e poi dalla finestra del primo piano: hanno rovistato dappertutto alla ricerca di contante, che non c’era, e oro: purtroppo hanno trovato diversi monili, valore di circa 4mila euro sul mercato, ma a livello affettivo molto più grande. Per fortuna non hanno fatto atti vandalici».

Ma alla serata terribile va ascritto anche un colpo brillantemente fallito: quello ai danni della pensionata S.R. nel suo appartamento al primo piano in via Don Lenzini. «Erano le 17.40 - ricorda - in casa non c’erano luci accese perché ero in camera da letto al telefono. Loro avranno pensato che non ci fosse nessuno. Sento rompere la tapparella e la porta a vetri del balcone per aprire la maniglia: ho capito subito che erano arrivati i ladri». Ma la reazione è stata davvero convincente, con l’epilogo che non ti aspetti: «Mi sono alzata di corsa e ho visto in casa due giovani incappucciati. Allora gli ho urlato: “Chi siete e cosa volete?”. “Oh scusi, scusi tanto signora” mi hanno risposto. E son tornati indietro, calandosi dal balcone. Sono rimasti disorientati: evidentemente pensavano che non ci fosse nessuno in casa e non volevano avere problemi con nessuno». Solo il danno di una tapparella e una porta finestra da riparare in questo caso, grazie a un sangue freddo invidiabile, e peraltro non per la prima volta: «Mi è venuto spontaneo - chiosa la signora, che fa la nonna - però quando ci ho ripensato ho capito di essere stata veramente fortunata, perché potevano fare qualsiasi cosa. Però sul momento io sono così: mi era capitato anche cinque anni fa a Rimini. Un ladro aveva fatto per prendermi il borsellino e gli ho detto: “Ridammelo subito”. E lui me l'ha riconsegnato».

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