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Schianto all’incrocio, muore a 53 anni

Schianto all’incrocio, muore a 53 anni

Annalisa Frattolin di Fossa travolta da un tir, mentre andava al lavoro. «Quel punto sulla statale 12 troppo pericoloso»

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MIRANDOLA. Il destino l’ha strappata alla sua famiglia sull’incrocio tra via Bosco e la Statale 12 che conosceva benissimo. E chissà quante volte avrà lamentato che fosse pericoloso, andando e tornando dal lavoro.

C’è un destino atroce, inspiegabile, nella tragedia che si è consumata ieri alle 7 a Mirandola, dove ha perso la vita Annalisa Frattolin , 53 anni, nativa di Verona, originaria di Rivalta, nel Mantovano, e residente a Fossa di Concordia.

Ad ucciderla il tremendo impatto con un tir Volvo carico di acciaio, diretto sulla Statale Nord verso Poggio Rusco.

Inspiegabile, perchè alla guida della sua Y10 Annalisa, proveniente da Fossa, non si è fermata allo stop, che le imponeva di dare la precedenza ai mezzi in transito sulla statale.

Tanto che ieri le ipotesi si sono rincorse. C’era chi pensava ad un malore, evocando un aggravamento improvviso di qualche malessere che Annalisa aveva accusato di recente.

Chi invece ha pensato al ghiaccio, che l’ora e la posizione della strada potrebbero aver favorito, impedendole di frenare. Chi invece alla velocità del camion, che ha anche tentato una manovra di frenata.Eppure ha colpito l’auto con estrema violenza, tanto da trascinarla per una trentina di metri oltre il punto d’impatto.

L’urto non è avvenuto dalla parte di Annalisa, e tuttavia la donna è stata sbalzata all’interno dell’abitacolo, finendo per battere la testa dalla parte opposta, quella da cui proveniva il camion. Le sue condizioni sono da subito apparse disperate. Tra i primi ad arrivare un volontario della protezione civile, la Polizia europea, che ha tentato una manovra rianimatoria. Nel frattempo sono arrivati l’ambulanze e l’automedica, ma ogni tentativo di salvare Annalisa si è rivelato inutile.

La strada è stata chiusa, per consentire i soccorsi e i rilievi, affidati alla polizia stradale di Mirandola. Una ricostruzione laboriosa. «Me la sono trovata davanti, ho frenato ma era tardi, non sono riuscito ad evitare l’incidente», ha detto disperato il conducente del tir, residente a Benevento.

È stato sentito a sommarie informazioni, e verrà come è di prassi coinvolto nell’inchiesta penale aperta dalla Procura. Il magistrato ha anche disposto che la salma di Annalisa venisse trasferita in Medicina Legale, per gli accertamenti autoptici. Nel frattempo, sono stati avvisati i famigliari. Straziante il dolore del marito Mario Meschieri, contitolare della ditta di officina meccanica D4, con sede a pochi metri dall’incrocio maledetto. Così come straziante è il dolore della figlia Sara, l’orgoglio di Annalisa, impiegata come farmacista in zona. Mario e Sara ieri hanno avuto anche il disperato compito di avvisare i famigliari di Annalisa, nel mantovano. La 53enne a Fossa era considerata un angelo, increduli e disperati gli amici, come i colleghi di lavoro alla Carrozzeria imperiale, dove lavorava da anni. Tutti ad invocare una rotatoria, in un incrocio da sempre giudicato troppo pericoloso. La data del funerale sarà presumibilmente ufficializzata oggi. Alle famiglie Meschieri e Frattolin le condoglianze della Gazzetta.

Alberto Setti

Valentina Corsini

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