Gazzetta di Modena

Modena

Venti migranti già alloggiati in città

di Stefano Totaro
Venti migranti già alloggiati in città

Profughi che erano da prima presenti all’Hub di Bologna e che ora hanno dovuto lasciare il posto. Sono allo Studentato

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Sono una ventina i migranti che già ieri sera sono arrivati a Modena e che sono stati collocati nelle strutture di primo intervento della città , ovvero lo studentato di via delle Costellazioni.

L'emergenza di Cona, il centro per l’accoglienza in provincia di Venezia dove era scoppiata una vera e propria rivolta a causa del decesso di una giovane ivoriana, ha fatto intervenire il Viminale che ha ordinato che un centinaio di ospiti di quella struttura, per altro al centro di polemiche per la sua gestione, per le precarie condizioni igieniche e per tutta una serie di irregolarità, venissero prelevati e portati in Emilia Romagna.

Quel centinaio di profughi è stato portato all’Hub di Bologna, il grande centro per l’accoglienza del capoluogo regionale verso cui convergono gli arrivi dei migranti richiedenti asilo e da cui vengono poi ripartiti, in base a specifici accordi, nei vari Comuni e province dell’Emilia Romagna. Attualmente all’Hub vi sono già ospitati oltre seicento richiedenti asilo.

«Quelli che sono arrivati a Modena in base a quest’ultimo invio - specifica Elena Oliva, presidente della Caleidos, la cooperativa che si occupa della gestione dell’accoglienza sul nostro territorio assieme , ma in modo minore, alla cooperativa l’Angolo – non sono profughi che vengono dalla struttura veneziana, non sono quelli inviati da Cona all’Hub di Bologna. Si tratta di altri profughi che già si trovavano nel centro di accoglienza bolognese in attesa di essere collocati. L’arrivo di quel centinaio di nuove presenze ha fatto sì che si dovessero trovare nuovi posti nella struttura e così, a scalare, altri ne sono usciti».

«Quindi si tratta di persone - spiega la presidente della cooperativa Caleidos - che sono già state controllate, che hanno seguito e sono state sottoposte al percorso sanitario che prevede l’apposito protocollo. Ci sono degli esami medici, degli accertamenti sanitari, bisogna avere il quadro dello stato di salute di ogni persona che sta nel centro di accoglienza e che poi arriva a Modena o nel Modenese. Bisogna tenere presente che questi poi vivono insieme ad altri e a stretto contato con i nostri operatori. Non potrei mai fare lavorare il personale senza avere delle specifiche garanzie sullo stato di salute, sul quadro clinico-sanitario delle persone che accogliamo nelle nostre strutture. Se ci fossero stati assegnati dei profughi di quella struttura, avrei preteso che prima fossero sottoposti a tutte gli esami, si tratta di una lista che è stata stilata e protocollata». Dunque un centinaio di persone ora sono arrivate nella nostra città: per ora trovano posto allo Studentato, la capiente struttura in via delle Costellazioni che funge da posto per la prima accoglienza.

In seguito verranno smistati in altri centri della provincia, in appartamenti ed eventualmente in alberghi.

Questo invio non prelude ad ulteriori nuovi contingenti per la nostra città .

Come fanno sapere da Caleidos, la cui presidentessa ha partecipato ieri nella tarda mattinata ad una apposita riunione indetta in viale Martiri con il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, la ventina di profughi arrivati e già collocati costituisce già la quota che spetta a Modena e provincia relativa a questa emergenza.

Non ci sarà un altro invio, non accadrà cioè che i profughi di Cona, una volta sistemati e controllati all’Hub bolognese, possano venire inviati nella nostra città .

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