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Anche a Modena il boom dell’agricoltura biologica

Anche a Modena il boom dell’agricoltura biologica

Non si ferma la crescita per le aziende del settore che nel 2014 erano 530 e ora sono salite a quota 617 grazie alla diversa sensibilità dei consumatori

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È in continua crescita il numero degli agricoltori che al valore aggiunto delle produzioni a marchio Dop, Doc o Igp affiancano anche quello della produzione che utilizza solo sostanze naturali, escludendo l’uso di quelle di sintesi chimica, come concimi, diserbanti o insetticidi. La finalità dell’agricoltura biologica, infatti, è di sviluppare un modello di produzione in cui si eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e si utilizzino suolo, acqua e aria nell’ambito di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.

Il fenomeno coinvolge in misura crescente anche la provincia di Modena, dove sono aumentati i prodotti bio, dal Parmigiano Reggiano bio in tutta la filiera produttiva all’Aceto balsamico derivante da uve prodotte con metodi rispettosi dell’ambiente; ma ci sono anche pere, ciliegie, fragole e tutta l’ortofrutta in genere, oltre ai cereali per la trasformazione in pane e dolci bio.

Un’indagine su “La percezione della crisi e il Made in Italy”, realizzata da Coldiretti - Ixè, ha evidenziato che, nonostante la crisi, oltre tre italiani su quattro (77%) continuano ad acquistare regolarmente o qualche volta prodotti a denominazione di origine e quasi la metà (45%) punta sui prodotti biologici. All’origine di questa crescita è anche la scelta della Regione Emilia-Romagna di incentivare economicamente la tecnica colturale biologica in considerazione del suo alto valore ambientale.

Nel 2014 in Emilia Romagna le imprese biologiche erano 3.876, delle quali 530 in provincia di Modena (nel 2010 erano 407). Già nel 2015 si è registrato un incremento significativo con 4.165 aziende in regione e 575 nel Modenese. Il dato aggiornato al maggio 2016 evidenzia che in Emilia Romagna le imprese che si occupano di agricoltura biologica sono salite a quota 4.712 e fra queste sono 617 quelle in provincia di Modena. L’accresciuto interesse per i prodotti biologici è anche frutto della decisa svolta che, a seguito del ripetersi di scandali alimentari, ha spinto consumatori e produttori a orientarsi verso prodotti maggiormente sostenibili e di qualità. Non è da escludere, per questa maggiore sensibilità da parte dei consumatori verso i prodotti salubri e di qualità, anche l’educazione al cibo e alla salute che è stata compiuta negli ultimi dieci anni all’interno delle scuole. In aggiunta a questa tendenza dei consumatori, non vanno trascurate nuove pratiche che, la crisi da un lato ma dall’altro anche una maggiore consapevolezza delle risorse ambientali, hanno fatto nascere: l’orto familiare, la vendita diretta in azienda e i mercati contadini, presenti dovunque in provincia. Per esempio la rete di Campagna Amica, con cui Coldiretti valorizza le produzioni locali privilegiando la filiera corta e il rispetto delle tradizioni locali, si è diffusa capillarmente nel Modenese con 98 fattorie, 23 mercati, 20 agriturismi, 3 ristoranti e 2 botteghe.

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