Ascoltata in Procura la fidanzata di Tondi
Per fare il punto sul rapporto tra lei e Albicini, l’aggressore del primario ferito con la soda caustica
È stata ascoltata dal procuratore capo Lucia Musti l’attuale compagna del primario di cardiologia di Baggiovara Stefano Tondi, il 56enne che il 10 novembre scorso venne aggredito sotto casa da un uomo che gli ha spruzzato soda caustica al volto, ferendolo gravemente ad entrambi gli occhi. Le successive indagini, che si sono svolte per gran parte con metodi tradizionali, ovvero pedinamenti, sopralluoghi, ricerche in scritti, computer, cartelle cliniche, intercettazioni, testimonianze e quant’altro, hanno portato all’arresto di Daniele Albicini, il 59enne tecnico della Medicina del lavoro presso l'Ausl di Sassuolo. L’uomo, che è attualmente in carcere e che non ha mai voluto rilasciare alcuna dichiarazione agli inquirenti, avrebbe agito , secondo l’accusa, per motivi passionali. Non sopportava cioè che colei che riteneva fosse la donna della sua vita ora potesse avere una relazione con il primario. Lui era stato scartato e, non accettando tutto ciò, avrebbe aggredito Stefano Tondi, spruzzandogli negli occhi la soda caustica. Avrebbe poi voluto finire la sua vittima , sempre secondo l’accusa, colpendolo con un bastone, ma l’intervento del figlio del primario, il 19enne Michele che si trovava in casa e che è accorso in suo aiuto rimanendo pure lui ferito, ha evitato guai peggiori alla vittima.
Dunque la nuova fidanzata, la 50enne infermiera caposala, al centro di questa vicenda. La donna, accompagnata non da un legale ma da una parente, è stata sentita in procura: un incontro durato almeno due ore nel quale la donna ha risposto alle domande relative al rapporto, al legame, al tipo di relazione che esisteva in passato e negli ultimi mesi tra lei e Albicini.
I due erano stati insieme in gioventù, poi ognuno aveva preso strade diverse. Lui si era sposato e da quella relazione ha avuto due figli ora di oltre vent'anni, poi si è divorziato. Lei altre storie ed ora quella con il primario. Ma tra i due non si era spezzato definitivamente il legame: si sentivano, si frequentavano, da amici. Chiarimenti, dunque, quelli richiesti dalla procura, circa i loro rapporti: probabilmente ulteriori conferme di quanto già gli inquirenti avevano saputo dalle numerose telefonate intercettate che erano intercorse tra i due. Per ultima quella lunga e toccante che vi era stata due giorni prima dell’arresto di Albicini. Il 59enne, che aveva fatto capire contattando amiche e la sorella di lei quanto stesse soffrendo, è stato chiamato dalla donna e in quell’occasione, in modo chiaro, aveva fatto capire a lui, in lacrime al telefono, che voleva troncare con lui ogni tipo di contatto .
Quanto ad Albicini, la difesa afferma che il 59enne è distrutto dall’esperienza del carcere, una misura confermata dal tribunale del riesame di Bologna al quale la difesa aveva presentato una istanza. La difesa (avvocati Rossi e Silvestri) si riserva di conoscere le motivazioni del responso del tribunale del riesame per poi, eventualmente, presentare un ulteriore ricorso in Cassazione.
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