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Befana comunista striglia il Flunch di Modena

Befana comunista striglia il Flunch di Modena

Lugli (Prc):«Abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai dipendenti perchè la Flunch li vuole lasciare a casa - spiega il segretario regionale di Prc, Stefano Lugli - Il fatto è che loro sono diventati il simbolo dello sfruttamento dei lavoratori effettuato con i voucher. Uno scandalo»

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MODENA. Il direttore delle risorse umane della catena Flunch non si è fatto vedere, ovviamente.

È rimasto nella sua sede lontana dal Grandemilia mentre nel ristorante dell’ipercoop i 34 dipendenti aspettano con ansia la decisione finale, quella che farà di loro dei disoccupati senza appello o riassumibili dai nuovi proprietari. Se e quando arriveranno.

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Così ieri al gruppo di militanti di Rifondazione Comunista, arrivati alla Bruciata per consegnare il carbone al rappresentante legale della Flunch, non è rimasto altro che consegnare il documento di protesta a un silenzioso caponegozio.

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La Befana contestatrice di Prc è rimasta simbolicamente ferma davanti all’insegna di un ristorante che all’inizio era il fiore all’occhiello di Grandemilia; ora ha i petali appassiti, avviato com’è alla rottamazione. Ancora oggi non si sa cosa accadrà il 14 gennaio quando verranno abbassate le saracinesche. Verrà ceduto a un’altra azienda? I dipendenti resteranno al loro posto con una cessione di ramo d’azienda o verrà chiuso il locale, licenziando tutti i dipendenti e verrà lasciata mano libera ai nuovi proprietari?

«Abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai dipendenti perchè la Flunch li vuole lasciare a casa - spiega il segretario regionale di Prc, Stefano Lugli - Il fatto è che loro sono diventati il simbolo dello sfruttamento dei lavoratori effettuato con i voucher. Uno scandalo. Partirono anni fa come modo per pagare i lavori domestici e quelli occasionali degli studenti ma oggi sono una nuova forma di contratto; il governo Renzi ne ha fatto esplodere l’uso permettendo retribuzioni sino a 7 mila euro all’anno, in tutti i settori. Così i contratti di lavoro diventano carta straccia».

La sfuriata, con la Befana che simbolicamente consegna il carbone ai cattivi della Flunch , per il momento non può andare oltre anche se quello che è accaduto a Modena è diventato un caso nazionale, anzi uno “scandalo nazionale”.

L’azienda francese di ristorazione, che ha 300 ristoranti-bar -pizzerie nel mercato transalpino e nove in tutta Italia, ha utilizzato infatti i voucher per pagare anche i dipendenti chiamati per un giorno e o per alcune serate di maggiore afflusso. Così i dipendenti sono stati sostituiti in pochi minuti con i loro “colleghi temporanei” con cui già avevano lavorato. Anche il sindacato è in difficoltà in una situazione, come quella del Flunch al centro commerciale Grandemilia, che vede una parte dei dipendenti contrapposta agli altri.

Quanto al destino del megalocale della ristorazione, 380 posti a sedere che offre di tutto dalla colazione al pranzo passando dai menù speciali e a basso costo, non si sa ancora nulla.

La filiale italiana del gruppo francese, che aprì i battenti del primo centro nel 1989 a Torino, è chiusa nel silenzio come in un fortino. Stesso mutismo anche da parte della società che gestisce l’ipercoop. Il punto chiave infatti è uno solo, quello che riguarda il contratto d’affitto. Se scade, come sembrerebbe dopo un supplemento di proroga, proprio a metà gennaio, allora vuol dire che la sorte dei dipendenti attuali del Flunch è segnata.

Saverio Cioce

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