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«Erano in 4, mi sono solo difeso»

«Erano in 4, mi sono solo difeso»

Il racconto del magrebino dimesso dall’ospedale: «Non so neppure chi siano»

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CAMPOSANTO. «Mi stavo incamminando verso casa, per i fatti miei, quando davanti al bar Cupido mi ha fermato un mio amico chiedendomi di prendere un caffè. Ad un certo punto, però, tre ragazzi visibilmente ubriachi mi hanno urlato: “Marocchino di merda”. Allora ho risposto: “Vi ho fatto qualcosa? Io non vi conosco, non vi ho mai visti prima. E non voglio problemi, perché ho moglie e un figlio piccolo. Loro però insistevano ad offendermi e mi hanno messo le mani addosso. All’improvviso poi hanno preso dei bastoni e un quarto ragazzo a bordo della sua macchina si è messo ad inseguirmi e per poco non mi ha travolto. Per evitarlo mi sono buttato subito sul marciapiede, poi in un campetto lì vicino e infine sono fuggito».

A raccontare la provocazione, finita poi in rissa, è il 22enne Yahya, operaio alla G.M. Saldatura e residente in un appartamento del condominio Aurora in via Giannone.

Proprio nei pressi di casa sua, nella vicina via Turati, ha avuto seguito l’acceso diverbio con i suoi “interlocutori”.

«Mi hanno seguito fin sotto casa – riprende il giovane marocchino – ho visto arrivare quei tre ragazzi armati di bastone da un vicolo e il loro amico in macchina. Mi hanno picchiato alla schiena e al collo e allora per difendermi ho dovuto prendere un bastone anch’io. Dopo di che è sceso mio fratello, insieme a tanti altri conoscenti e vicini, per dividerci. Subito dopo sono arrivati i carabinieri e un’ambulanza che mi ha subito portato all’ospedale di Baggiovara. Anche se ho ancora male ovunque, soprattutto ad una gamba, pian piano mi sto riprendendo».

La prognosi è di 7 giorni, il 22enne è stato dimesso e ieri si è rivolto ad un legale.

«Non capisco il perché di tanta cattiveria e di quegli insulti razzisti. Io sono solo passato a piedi davanti al bar e non ho rivolto parola a nessuno. Ero tranquillo e andavo per la mia strada. Sono stati quei ragazzi ubriachi, che non avevo mai visto prima, a provocarmi ed aggredirmi senza motivo. Io mi sono solo difeso...».

Valentina Corsini

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