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Ritrovato morto nei boschi dopo 8 mesi

di Daniele Montanari
Ritrovato morto nei boschi dopo 8 mesi

Un cacciatore si imbatte nel corpo senza vita del 78enne Adriano Govoni: era arrivato in auto sull’Appennino toscano

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PALAGANO. Si potrà finalmente dare una sepoltura ad Adriano Govoni, il 78enne di Montemolino di cui si erano perse le tracce il 13 maggio. Mercoledì pomeriggio quel che resta del suo corpo è stato ritrovato da un cacciatore nei boschi di crinale di Casola Lunigiana (Massa Carrara), località Reusa. Lo scheletro era nascosto da un terrapieno tra due sentieri, per questo non era stato trovato nelle lunghe battute che avevano fatto seguito al rinvenimento - il 31 maggio - della sua Panda nera ai margini di una strada sterrata a confine tra Casola e Fivizzano. La zona del resto è particolarmente impervia.

A fare la macabra scoperta un 50enne del posto che, seguendo una beccaccia, si è spinto in una zona ai margini: gli è caduto l’occhio su qualcosa di bianco e su dei vestiti. Sì, perché gli abiti erano ancora ben conservati, con tanto di giacca nella quale sono stati ritrovati chiavi dell’auto e portafogli con carta d’identità. Per avere però la certezza che si trattasse di lui si è dovuto attendere ieri pomeriggio l’esito dell’esame esterno della Medicina legale, eseguito dal medico Maurizio Ratti alla presenza del comandante del Norm Rosa Sciarrone.

Le operazioni di recupero sono state eseguite dal Soccorso alpino del Cai di Carrara, coordinato dal nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Massa. Questa la ricostruzione più probabile delle ultime ore di Govoni: sembra sia uscito di casa solo per andare a buttare via la spazzatura (i sacchi erano nella Panda) e in viaggio sia stato colto da amnesia, perdendosi. Ha vagato per oltre 100 chilometri, finendo su questa strada sterrata montuosa in località Po, dove l’auto si è bloccata per la rottura del cambio. È quindi sceso e, incredibilmente, non è tornato indietro a piedi sulla strada ma si è addentrato nel bosco. E lì, a circa 2 km dall’auto, o è scivolato o è stato colto da un malore ed è morto. Lo scheletro è stato trovato perfettamente integro, senza traumi da colluttazione: esclusa quindi l'aggressione. Così come la prima ipotesi investigativa di un corpo che non si trovava perché sbranato da lupi o cinghiali dopo la morte: questi animali infatti sono soliti staccare un pezzo e portare poi osso e carne in un luogo sicuro per mangiare. Anzi, ha stupito tutti anche l’ottima conservazione dello scheletro, probabilmente legata anche all’estate piovosa, seguita spesso dal vento: maltempo che alla fine ha tenuto alla larga anche gli animali.

«Almeno adesso abbiamo un corpo a cui dare degna sepoltura e una parola fine per questa vicenda che ha colpito così tanto tutti», sottolinea il sindaco Fabio Braglia, che seguì le instancabili ricerche sul lato modenese. «È triste, ma ormai davamo per scontata la morte. Condoglianze alla famiglia e un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine che hanno seguito con passione il caso. Il ritrovamento a Massa conferma anche che qui si era cercato davvero dappertutto».

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