Traslochi-truffa a Carpi: «Da anni aspetto i mobili»
La denuncia di un professionista che attende i beni nella nuova casa all’estero. «Dopo tante proposte tutto è ancora chiuso in un magazzino e lui è sparito»
CARPI. Quello che avrebbe dovuto essere un semplice trasloco si è trasformato in una truffa per diversi carpigiani che, una volta saldato il costo del servizio, non si sono mai visti recapitare i mobili e gli oggetti. Non solo, il titolare dell’attività di traslochi si è reso irreperibile e ora, davanti all’ultima sede occupata dall’impresa (la quarta, in città, in cui si erano trasferiti) ogni giorno c’è un via vai di clienti che si ferma a domandare dove sia finito il proprietario. Nel cortile, dove una volta sorgeva la ditta, ci sono parecchi oggetti accatastati in disordine.
Uno dei carpigiani “vittime” della truffa, alle prese con un calvario, anche giudiziario, dopo il trasloco, avvenuto due anni fa, sta ancora aspettando i suoi mobili. La rabbia della vittima si è trasformata in una serie di denunce.
«Nel luglio 2014, io e mia moglie ci siamo trasferiti all’estero in seguito al terremoto - racconta il professionista - Per effettuare il trasloco ci siamo rivolti a questa ditta di Carpi e, nel frattempo, abbiamo trasferito i mobili nel magazzino di un nostro amico, in via Lametta. Abbiamo poi scelto di vivere fuori dall’Italia in modo definitivo. Quando siamo ritornati a Carpi per controllare come stava procedendo il trasferimento delle nostre cose, abbiamo avuto una delle prime, amare sorprese: il traslocatore pretendeva non 2500 euro come costo complessivo dell’operazione, bensì il doppio. Nel frattempo, abbiamo dovuto spostare i mobili dal magazzino di via Lametta a uno di proprietà del traslocatore in via Burzacca. Lì è stato portato tutto quello che può appartenere a tre generazioni di una famiglia: dalle mutande ai quadri, anche di valore, passando per stoviglie, vestiti, tostapane e ricordi. Il tempo passava, noi aspettavamo ma intanto tutti i nostri beni continuavano a rimanere lì. Fino a quando il traslocatore ci ha proposto di pagarlo con un cambio merci: io avrei svolto un servizio per lui, mentre lui avrebbe fatto il trasloco. Abbiamo sancito il nuovo accordo e inizialmente tutto sembrava filare liscio: documenti doganali, firme, permessi, camion pronto. E invece no: il traslocatore voleva i soldi senza il cambio merci. Poi, un giorno ci è arrivata una mail in cui l’imprenditore rescinde dal contratto e ci ha comunica che i mobili e il patrimonio erano a disposizione per essere spostati tramite un’altra azienda che avremmo dovuto contattare noi. Tuttavia, poco dopo, lo stesso uomo ci ha ritrattato minacciando: “O mi firmate una lettera in cui mi dichiarate che io non vi devo nulla o voi non caricate”», conclude il professionista carpigiano. Morale: mobili, oggetti e ricordi sono ancora fermi nel magazzino e così quelli di altri carpigiani finiti nel giro del traslocatore ora irreperibile.
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