Cade con il parapendio mentre atterra: salva
Ravarino. Per Katia Bruni di Stuffione, esperta di volo libero, solo escoriazioni L’ala del suo velivolo aveva urtato un cespuglio: è svenuta dopo l’impatto
RAVARINO. Un momento di distrazione oppure, come dicono sia più probabile secondo gli esperti, il grande freddo che ha rallentato i suoi riflessi. Sta di fatto che il suo parapendio ha urtato un cespuglio e l’atterraggio poteva finire in tragedia. Ma fortunatamente è andata bene. Katia Bruni, trentenne pilota esperta di parapendio di Stuffione di Ravarino, se l’è cavata con un grande spavento, qualche contusione e nulla più.
Era svenuta dopo l’impatto con il terreno ma forse solo per lo spavento, dopo la grande tensione di quei brevissimi istanti: subito soccorsa dai tanti appassionati di parapendio che avevano scelto il cielo di Val di Sur nel Bresciano, la giovane, dopo essersi ripresa, ha rifiutato i soccorsi in ambulanza e il trasporto in ospedale per effettuare i controlli di routine. Ha detto di stare bene, che era stato solo un piccolo incidente e che tutto era passato.
Katia Bruni, che lavora come commessa in un negozio di alimentari nella frazione Beni Comunali di Crevalcore, è da anni appassionata di volo libero. E, come spiegano gli esperti, non era per caso in quella località: la donna infatti era uscita con il suo deltaplano nel cieli di Gardone del Garda. In particolare si trovava in Val di Sur, località a monte della frazione di San Michele, dove, nei prati alle spalle del ristorante Colomber, si trova il sito di atterraggio del Garda Big Sur Sky Park.
Si tratta di un sito famoso, utilizzato da chi decolla in parapendio o in deltaplano dal Pirello, sul versante sud del monte Pizzocolo, e dove opera anche la scuola di volo diretta da Ignazio Bernardi.
Come accade per i surfisti che si radunano dove ci sono magiche onde, così gli appassionati di parapendio, quando ci sono belle giornate e soprattutto soffia il vento giusto, si ritrovano in quella località perché ci sono le condizioni ideali per volare. E vi arrivano da ogni parte d’Italia.
Ieri, come ha spiegato Ignazio Bernardi, c’erano centinaia di appassionati e c’è chi ha raggiunto i duemila metri di altitudine, con temperature polari. Un freddo micidiale che può aver invaso ed intontito la pur esperta Katia, una delle habitué della zona e anche una tra i piloti più esperti di tutta l’Emilia.
L’appassionata era decollata nella tarda mattinata e per due ore aveva volteggiato nel cielo terso dell’Alto Garda. L’incidente è invece avvenuto in fase di atterraggio, quando ormai il tour volgeva al termine Katia si trovava a pochi metri del suolo quando in circostanze del tutto fortuite l’ala del suo deltaplano ha urtato un cespuglio e la Bruni ha finito il suo volo con un rocambolesco ruzzolone mentre le ruote del parapendio hanno urtato con violenza il terreno.
Nell’impatto ha perso i sensi, suscitando l’immediato allarme dei presenti in quella struttura, ma fortunatamente, come detto, la donna di Stuffione si è ben presto ripresa dallo choc iniziale: era in buone condizioni tanto da rifiutare il controllo precauzionale al pronto soccorso, consigliato dai sanitari che nel frattempo erano giunti sul posto per verificare quantomeno i suoi riflessi.
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