«Fermi tutti, il trenino non va cancellato»
Modena-Sassuolo si accende il dibattito nel Pd. Arletti, Trande e Stortini : «Si investa di più e meglio»
«La crisi del trenino Modena - Sassuolo non deve diventare la scusa per cancellare il servizio pubblico su rotaia che collega due importnti centri della nostra provincia». Parole di esponenti del Pd di Modena. Avete letto bene, se due giorni fa riferendo del dibattito in commissione consiliare era emerso come alcuni consiglieri, Fabio Poggi in primis, del partito di maggioranza, avevano ipotizzato di iniziare seriamente a considerare se valga la pena di continuare ad investire milioni e milioni della collettività su questa linea; oggi registriamo posizioni opposte. «Le difficoltà oggettive che affliggono la linea Modena-Sassuolo sono evidenti e ormai insopportabili. Il Pd ritiene che garantire un mezzo pubblico sostenibile e fruibile da tutti tra due comprensori importanti come quello di Sassuolo e Modena sia una scelta imprescindibile e insisteremo con la Regione perché mantenga gli impegni assunti rispetto ai nuovi treni, alla garanzia di controlli ed alla cadenza oraria». A parlare sono i responsabili Ambiente provinciale e cittadino del Pd Simona Arletti e Michele Stortini, che prendono così posizione sul futuro della tratta ferroviaria Modena-Sassuolo.
«La decisione della Regione di investire oltre 11 milioni di euro sulla tratta Modena-Sassuolo nel biennio 2017-2018 è un ottima decisione, ma le verifiche in corso da parte di Fer devono essere accelerate per offrire quanto prima agli utenti un servizio degno dei nostri tempi ed evitare di perdere altri utenti che pur con tutte le ben note difficoltà sono ancora nell'ordine di 700mila utenti/anno. - spiegano Arletti e Stortini - Il rinnovamento delle stazioni e del materiale rotabile per permettere migliori frequenze non può aspettare oltre. Siamo convinti che sia necessario guardare avanti e scegliere, all'interno della visione più generale dei nuovi Pums e Psc, una strada che ci tolga dall'impasse in cui siamo. Il trasporto pubblico non può più essere valutato come uno strumento rivolto solo a chi non può permettersi l'auto, ma deve essere considerato un investimento per lo sviluppo e la connessione del territorio. È necessaria una seria e aperta riflessione con la Regione sul futuro della Modena-Sassuolo partendo dagli studi già effettuati e proseguendo con i dati di analisi, flussi di traffico e relativi benefici di una mobilità sostenibile che renda questa linea uno degli assi portanti del trasporto pubblico. Strategicamente non dobbiamo rifare errori del passato quando abbiamo rinunciato a percorsi di collegamento tra il capoluogo e i Comuni della cintura che hanno portato all’aumento dell'utilizzo dell'auto».
Parole che entusiasmano Paolo Trande, ex-capogruppo, «per fortuna Arletti e Stortini battono un colpo» ha scritto su facebook.
«Qualcuno dimentica che siamo amministratori pubblici e non economisti. spiega - Capisco che lo studio che mette in discussione l’utilità economica del trenino l’abbia commissionato la Camera di Commercio e quindi si sia concentrata solo sull'equilibrio economico-finanziario, ma noi facciamo una altro mestiere. Siamo amministratori pubblici attenti al buon uso delle risorse ma nella analisi costo-benefici devono essere considerate tutte le variabili importanti. Quando avremo ipotesi e scenari integrati delle variabili mancanti avremo tutti gli elementi per fare una scelta. Non possiamo, a Modena, decidere solo sulla esclusiva considerazione del "costa troppi soldi". Quanto CO2 risparmiamo, quante energia (TEP o altro), quante malattie respiratorie, cardiovascolari o morti teorici evitiamo, quanta qualità della vita guadagnamo, quante ore in fila in auto evitiamo, possiamo aumentare il numero dei passeggeri etc etc? Senza questi elementi ogni decisione sarebbe affettata e ingiustificata»
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