Gazzetta di Modena

Modena

I volontari antiladri sono quasi trecento «Progetto che piace»

di Enrico Vincenzi
I volontari antiladri sono quasi trecento «Progetto che piace»

La polizia municipale promuove il “Controllo di Vicinato” «Segnalano casi sospetti. Nelle frazioni più partecipazione»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Il “Controllo di Vicinato” si conferma anche a Castelfranco strumento che i cittadini sono disposti ad adottare per ridurre il devastante fenomeno dei furti.

Sono infatti 280 le persone che sul territorio comunale si sono organizzate in gruppi che controllano la sicurezza della propria zona, semplicemente collaborando con le forze dell'ordine con segnalazioni mirate di situazioni sospette. Perchè i ladri confidano sull’indifferenza della gente, quando danno l’assalto alle abitazioni.

I gruppi sul territorio sono venticinque, e si trovano sia nei quartieri di Castelfranco che nelle frazioni, con l'eccezione, finora, di Manzolino.

«Il progetto è partito da un paio d’anni - racconta il comandante della Polizia municipale, Cesare Dinapoli - sta funzionando molto bene, perché i componenti dei gruppi possono darci una mano ad attenzionare determinate situazioni sul territorio. Situazioni che non riguardano tanto i reati veri e propri, per i quali ci sono i canali ufficiali, ma situazioni come veicoli o personaggi sospetti che ci possono tornare utili nelle indagini e come deterrenti per determinati fenomeni».

Le segnalazioni e gli interventi, dice Dinapoli, sono molti, «e hanno portato anche a ottimi risultati, sia da parte nostra che dei carabinieri».

Il primo gruppo si è formato a Gaggio: «È una comunità molto coesa, abbiamo avuto subito un interesse diretto».

Le frazioni, luoghi dove la domanda di sicurezza è più forte che mai, sono le zone dove il Controllo di Vicinato ha preso piede maggiormente, e dove, spiega Dinapoli, dà i risultati migliori: «È chiaro che rispetto al capoluogo le frazioni funzionano meglio, il capoluogo è più dispersivo, la gente si conosce meno. Nelle frazioni, invece, ci si conosce più o meno tutti, funzionano come tanti micro centri dove le situazioni anomale è più facile rilevarle».

Anche a Castelfranco, comunque, la tecnica ha preso piede: «Abbiamo il gruppo dei commercianti in centro storico», ricorda Dinapoli.

Perché il Controllo di Vicinato, continua, è un potente mezzo per la coesione sociale: «Dal nostro punto di vista è un aiuto per il nostro lavoro, ma il gruppo fa anche sì che la gente si ricominci a parlare, a cogliere degli aspetti della vita quotidiana pregiudizievoli per la sicurezza del territorio. Basta che partecipino anche poche persone, l’importante è che riescano a cogliere l’interesse e a diffonderlo».

Un elemento che influisce sulla coesione sociale è la presenza di migranti, che modifica la composizione sociale.

«A Castelfranco - spiega Dinapoli - l’assessorato alla sicurezza, tramite la Consulta dei Popoli, sta cercando di estendere il progetto di volontariato alla sicurezza, per aumentare l’inclusione sociale. Vediamo come si svilupperà. La comunità islamica è molto collaborativa, cerca sempre di farsi coinvolgere, è un segnale molto positivo. Spesso la coesione è solo questione di abitudini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google