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Modena, Gad Lerner sui migranti: «Diffidate di chi dice di avere soluzioni»

di Carlo Gregori
Modena, Gad Lerner sui migranti: «Diffidate di chi dice di avere soluzioni»

Il giornalista all'incontro al Foro Boario di Modena sulla mostra "Lying in Between" dedicata agli sbarchi dei profughi in Grecia: «La spinta maggiore arriva dall’Africa, in pieno boom demografico Non so cosa accadrà, i rimpatrii non sono la risposta. Troppi si sentono vittime»

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MODENA. «È imbarazzante che questi ci arrivino in casa. Ci costringono a verificare i nostri codici morali, i diritti faticosamente conquistati legati alla cittadinanza e quindi al nostro territorio. Ci sembrano tantissimi, eppure rispetto ai milioni di profughi dell’ultima guerra e del dopoguerra sono pochi. Così intorno a loro si crea una sospensione di luoghi e di tempi. Perché arrivano ma non sappiamo dove metterli».

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Gad Lerner inizia così il suo intervento davanti a un folto pubblico all’incontro di ieri pomeriggio al Foro Boario nell’ambito della mostra di fotografia “Lying In Between” dedicata agli sbarchi in Grecia nel 2016 (chiuderà domenica 8 gennaio): una galleria di fotografie molto belle, tra cronaca e arte, che illustra la presenza - spesso solo evocata da tracce - dell’enorme flusso migratorio che ora pare essersi fermato sul versante turco-greco. Pare: in realtà è temporaneamente sospeso, mentre è incessante quello dall’Africa alla Sicilia e al Sud Italia. Nel 2015 sino stati 1 milione i profughi in Europa. «Non sono tanti - spiega il giornalista - io vengo dal Libano, un Paese piccolo che ospita 1 profugo ogni 4 abitanti».

Questa situazione di incertezza su come reagire politicamente crea appunto una sospensione. «Che è prima di tutto sospensione delle regole - spiega Lerner - per chi resta sul nostro territorio. Pensate che la regola di far avere i diritti solo a chi è concittadino sul nostro territorio funzioni ancora e che per difenderli basti un piano di rimpatrii forzati?»

Si è parlato di migranti con iPhone e scarpe belle provenienti da campi profughi con parabole satellitari per la tv.

«Questo è uno dei più tipici temi polemici: migranti che sono impostori perché hanno lo smart phone ultimo modello, ottime scarpe e pretendono anche il wifi. In realtà partono con cellulare e buone scarpe pagati con sacrifici dale famiglie perché affrontano un viaggio pieno di incognite e rischi». Li accusano di essere profughi benestanti, vigliacchi scappati da chi combatte l’Isis. «Se guardiano i siriani, metà sono “impostori”. Metà della popolazione è scappata dopo sei anni di guerra. Molti tornerebbero ad Aleppo e Damasco se potessero. Sono meno sicuro che i 37.500 nigeriani in Italia tornerebbero in patria».

Se guardiamo all’Africa, il caso Nigeria parla di un boom demografico spaventoso (16% di crescita all’anno, età media di 18 anni) contro il nostro crollo. È l’Africa, secondo i dati Frontex, il punto di partenza principale, non più la fascia turco-greca dal Medio Oriente e oltre (Siria, Irak, Afghanistan). Cosa fare di fronte a questa massa di persone che arriva verso di noi? «La politica propone ora, con Minniti, di raddoppiare le espulsioni. Negli ultimi anni sono state 5mila all’anno; diventeranno 10mila ma cosa sono rispetto agli spostamenti? E la loro gestione finanziaria? Ognuna costa 10mila euro perché ogni espulsione ha bisogno di due agenti. C’è l’assurdità del caso Ventimiglia. La Francia ha sospeso Schengen e non li fa passare. I migranti ci provano ma se vengono scoperti, li rispediscono da noi».

Il quadro è sicuramente preoccupante perché non gestibile. «Non so cosa dobbiamo spettarci, ma diffidate di chi ritiene di avere una soluzione politica». Quanto a chi è contrario, Lerner spiega che è importante capire quel nocciolo di verità che c’è nella polemica, ma anche le profonde distorsioni della realtà che nasconde. Cosa rispondere allora alle accuse di “buonismo”? «Non ho ancora trovato una risposta. Oggi c’è una gara a sentirsi vittime. Mi chiedono: “Perché non li prendi a casa tua?” I rifugiati erano 300mila, oggi sono 170mila. Il problema è che non sono più in transito per altri Paesi, sono fermi qui da noi. Prendono i 35 euro? No alla fine a loro vanno 2,50 euro ma non possono fare niente. Così spesso li vediamo mendicare e ci chiediamo: perché?»

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