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«Piani di emergenza assenti» È scontro tra Bettini e Ferroni

«Piani di emergenza assenti» È scontro tra Bettini e Ferroni

PIEVEPELAGO. Nessuna risposta all’interrogazione a più di quattro mesi dalla presentazione, nonostante un regolamento comunale che dà 30 giorni di tempo e l’argomento sensibile. È il caso denunciato...

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PIEVEPELAGO. Nessuna risposta all’interrogazione a più di quattro mesi dalla presentazione, nonostante un regolamento comunale che dà 30 giorni di tempo e l’argomento sensibile. È il caso denunciato dalla consigliera comunale di opposizione (indipendente) Maria Cristina Bettini. Il 30 agosto, dopo il primo terremoto in centro Italia, ha protocollato un documento che chiedeva chiarimenti sul Piano di Emergenza in caso di calamità che ogni Comune deve adottare. Non vedendone la pubblicazione sul sito del Comune, infatti, il giorno prima si era rivolta agli uffici appurando l’esistenza di tre sole aree di prima accoglienza, di cui due nel capoluogo (piazza Molino di Domma e zona campo sportivo) e una a Sant’Annapelago. Nessuna indicazione per le altre frazioni: Tagliole, Sant’Andrea Pelago, Roccapelago, San Michele e Ponte Modino.

Di qui l’interrogazione per chiedere “di provvedere quanto prima a tale significativa mancanza”, con la raccomandazione anche di pubblicare al più presto il piano sul sito. Ma invano: «A più di quattro mesi, non ho ottenuto nessun riscontro da sindaco, che è massima autorità comunale di Protezione civile - sottolinea la Bettini - nonostante il regolamento e il tema trattato, che tuttora sconvolge parte d’Italia. Un argomento su cui non permetterò che si tergiversi ancora, a tutela della mia comunità. Faccio presente che già in passato (nel giugno 2015, ndr) sono stata costretta a ricorrere al Prefetto affinché andasse a sollecitare l’operato dell’amministrazione di Pieve».

«Ha ragione la Bettini: non le abbiamo ancora risposto - replica il sindaco Corrado Ferroni - ma nel merito è una polemica sterile. Non possiamo certo fare aree di accoglienza a Tagliole, dove ci sono 20 persone: in caso di calamità, le porteremo a Pieve. Non accetto che si faccia passare come carente sul lato della Protezione civile un sindaco che, grazie al supporto degli altri enti, nel 2011 ha dotato Pieve di un centro con strutture e mezzi per 2,4 milioni». (d.m.)

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