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Rogo, famiglie in strada: intossicati da fumo e feriti

di Stefano Totaro
Rogo, famiglie in strada: intossicati da fumo e feriti

Di notte in via Mazzoni a fuoco un quadro elettrico nello scantinato di un palazzo «Temevamo per i bimbi ai piani alti». In 15 all’ospedale, donna caduta nella fuga

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«Ho sentito delle urla molto forti e poi un trambusto per le scale. Era circa l’una e mezza di notte, ho pensato fosse una delle tante risse oppure che ci fosse stato un furto. Ho aperto la porta per vedere e sono stato “aggredito” agli occhi e alla gola: c’era ovunque fumo, fitto, nero, un odore forte di plastica bruciata. Non si vedeva niente».

Così uno dei residenti racconta la nottata movimentata che lui, la sua famiglia assieme alle altre quindici che vivono nei tre piani del condominio di via Mazzoni 37, hanno vissuto l’altra notte. Per fortuna, nonostante il panico iniziale, qualche ferito in cadute e una quindicina di persone con problemi respiratori e principi di intossicazione da fumo in ospedale, l’incendio è stato domato, non ci sono stati danni e le persone ricoverate, dopo un po’ di cure, sono state tutte dimesse, chi dopo qualche ora chi questa mattina.

Il condominio in questione è quello proprio di fronte al sottopassaggio del cavalcavia di piazzale Natale Bruni, l’ultimo stabile dopo la lunga serie di market ed attività.

Verso l’una e trenta, per cause accidentali come poi hanno appurato i vigili del fuoco, è partito un principio d’incendio nel quadro elettrico condominiale che si trova nello scantinato. Coperture di plastica, cavi, materiali infiammabili: da quelle prime fiamme si è subito levata una colonna di fumo acre, denso, fortemente irritante e penetrante. E il fumo ha invaso in breve tutti i piani del condominio. Mentre la luce era saltata, gli inquilini hanno iniziato in modo precipitoso a correre lungo le scale. Un giovane ghanese è accanto alla moglie con la spalla lussata e il braccio legato al collo dopo le medicazioni ricevute in ospedale: «Non si vedeva niente, sia per il fumo sia perché non c’era luce. Io mi sono retto alla ringhiera mentre mia moglie, correndo lungo le scale, ha inciampato o è stata urtata da uno che scendeva. È caduta e si è fatta male alla spalla». «C’era molta confusione - spiega un residente italiano - perché ai piani alti ci sono famiglie africane con i bambini. I pompieri, dirigendo i soccorsi, hanno fatto stare alcune famiglie negli appartamenti dentro dicendo loro di aprire le finestre e di stare nei terrazzini. Poi hanno spento tutto in basso e allora tutti siamo finiti in strada». E l’altra notte c’era davvero molto freddo. Nel frattempo tre ambulanze hanno caricato almeno una quindicina di persone, tra cui alcuni bambini, per effettuare i controlli al pronto soccorso ed accertare eventuali intossicazioni. Sono stati tutti dimessi. Gli altri residenti dopo almeno due ore sono potuti rientrare in casa, ma tra fumo e freddo, non hanno certo passato una bella nottata. «La Befana - ha commentano un residente - quest’anno ha voluto portarci solo tanto fumo».

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