Islam a Modena, In via Portogallo un illustre “missionario”
Alla Casa della saggezza religioso laureato all’università di teologia del Cairo. A Sassuolo posto vuoto
MODENA. La mobilità interna degli imam in seno alle comunità islamiche si palesa nell'esperienza di questo centro islamico Casa della Saggezza di via Portogallo. L'imam della moschea si chiama Khalid Ettawil.
Un illustre studioso È un religioso di 40 anni proveniente dall'Egitto. «È laureato ad Al Azhar, la prestigiosa università di teologia del Cairo e culla del sunnismo mondiale», ricorda Laamane. Khalid Ettawil rappresenta quelle figure religiose con una preparazione accademica che vengono mandate in missione a predicare il verbo di Allah in Europa. Essi vengono retribuiti direttamente dai centri islamici in cui operano. Prima di approdare alla moschea di via Portogallo, Ettawil è stato imam del centro islamico Al Medina di Sassuolo e prima ancora ha prestato servizio presso la moschea di Piacenza. Ad affiancarlo c'è Idriss Bakari, l'imam storico della Casa della Saggezza. «È una persona che per anzianità, conoscenza e qualità umane ha guadagnato autorevolezza in seno alla comunità. Ha poi conseguito una laurea nelle università di teologia islamiche francesi», aggiunge Laamane. Diversamente dall'Italia, nel paese transalpino sono attive da oltre un decennio delle vere e proprie facoltà in cui formare il personale religioso islamico impiegato nelle moschee di Francia.
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Una guida virtuosa «Il ruolo dell'imam in Italia è, se possibile, ancora più importante. È una figura che funge da filtro fra comunità di origine e mondo circostante: senza moschea e imam, i migranti musulmani sarebbero allo sbando e facile preda della propaganda terrorista: senza guida virtuosa è facile per i giovani di oggi farsi una cultura generale sbagliata sull'Islam, basta ascoltare qualche sermone estremista via internet pronunciato da pseudo-religiosi» conclude Laamane. Nella moschea in via Portogallo l'imam può essere sollecitato in privato dai fedeli e fornire consigli pratici in base alla dottrina e alla giurisprudenza islamica: «Dai problemi sul lavoro fino al matrimonio e alle questioni economiche e di eredità poiché l'Islam è una religione che regola ogni campo dell'agire umano» specifica Laamane.
Cercasi Imam. La partenza di Ettawil per la città ha lasciato un posto vacante in provincia, nella moschea Al Medina di Sassuolo dove il religioso egiziano conduceva la preghiera fino al 2015. Requisiti? «Stiamo cercando un sostituto fisso per la nostra moschea, una struttura che accoglie 500 fedeli al venerdì. Lo vogliamo laureato, di madrelingua araba ma con una buona conoscenza dell'italiano e della realtà islamica europea», dice Hicham Ouchim, presidente di Al Medina. La conoscenza dell'ambiente europeo è imprescindibile quanto quella dei testi sacri. «È un lavoro a tempo pieno. L'imam è anche un docente che insegna alla comunità, e ai giovani in particolare, come pregare e come comportarsi islamicamente in un contesto non musulmano: non possiamo mica prendere il primo che passa a guidare i credenti» osserva Ouchim.
L’imam turco La realtà dei turchi modenesi e della loro struttura, la “grande moschea” Ulu Cami di via Munari, è quella più inquadrata e organizzata. A mandare il personale religioso in giro per le moschee della diaspora anatolica c'è il Diyanet, il dipartimento per gli affari religiosi, un'istituzione statale. Così gli imam turchi sono funzionari dello Stato in missione all'estero. È uno status di prestigio, una carriera professionale molto ambita per gente preparata: lo stipendio di un imam turco all'estero è di 2500 euro al mese, soldi che vengono pagati direttamente dal Diyanet. Ismail Sofoglu di Burdur è dal 2014 l'imam della Ulu Cami di Modena, prima guidava le preghiere presso una piccola moschea turca del milanese.
È laureato all'Università di Marmara ad Istanbul e il suo mandato all'Ulu Cami dura 5 anni. «Per diventare imam ci vuole preparazione e una vocazione personale”, dice Sofoglu che ha cominciato a memorizzare i versetti del Corano sin dall'adolescenza. «Il percorso di studio dura almeno 15 anni. Si inizia nelle madrasse, le scuole coraniche, per poi passare alle facoltà di teologia e infine alla scuola di specializzazione dove si sostengono esami molto selettivi: un imam turco all'estero rappresenta infatti anche lo Stato turco» spiega Sofoglu.
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