«Modena-Sassuolo, togliamo le rotaie non il collegamento»
L’assessore Giacobazzi spiega l’ipotesi di un bus tipo “Civis” da far transitare sul percorso esclusivo senza binari e trenini
MODENA. L'assessore alla Mobilità di Modena Gabriele Giacobazzi è favorevole all’eliminazione dei binari della ferrovia “Gigetto” tra la città e Sassuolo. Ma non pensa minimamente a eliminare un collegamento veloce di mobilità sostenibile. Come? Semplicemente sostituendo i binari con un percorso dedicato esclusivamente a un mezzo alternativo su strada.
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C'è, da tempo, uno studio di fattibilità per questa opzione relativa alla sostituzione del “trenino” Modena-Fiorano-Sassuolo, ma mancano al momento i finanziamenti per una operazione che si prospetta costosa. «Una delle opzioni alla quale sono più favorevole - spiega l'assessore comunale Giacobazzi - viene utilizzata ad esempio in Italia a Padova: si chiama Translohr ed è un sistema di trasporto a guida vincolata su gomma. È questa una delle proposte contenute in un approfondito studio di fattibilità del quale ho parlato anche in Consiglio comunale. Nell'Aula tempo fa ho ricordato che la dismissione completa di quella linea di trasporto, importantissima perché attraversa tutti i centri da Modena a Sassuolo, non è all'ordine del giorno. Non avrebbe senso, mentre ne avrebbe la sua trasformazione radicale».
L'assessore spiega il progetto di fattibilità che ha letto: «Sono dell'opinione che servirebbe un mezzo migliore del “Gigetto” che va trasformato in un mezzo più moderno. Nello studio gli esperti illustrano due opzioni di trasformazione del “Gigetto” in mezzo su strada, oltre al mantenimento della situazione attuale. La trasformazione prevederebbe una sorta di tram, come appunto avviene a Padova, oppure un sistema di Bus del tipo Civis sempre su gomma. Nel caso occorrerebbe togliere i binari ferroviari e mantenere la sede per questi mezzi arrivando così a un sistema di trasporto più moderno. Ma servono molti soldi, ancora da individuare». Nei giorni scorsi su Facebook ci sono state polemiche - non nuove per la verità - relative al futuro di “Gigetto”. I pendolari sono sempre sul piede di guerra e va registrata ora un infuocato dibattito all'interno del Pd, con i membri Simona Arletti, ex assessore, Paolo Trande, ex capogruppo in Consiglio e Michele Stortini che chiedono di “Investire di più e meglio per quella tratta”. Anche il direttore dell'Agenzia per la Mobilità Andrea Burzacchini sempre su Fb ha bollato come “indispensabile” quel servizio. Arletti e Stortini hanno ricordato che «La decisione della Regione di investire 11 milioni sulla tratta per il biennio 2017-2018 è una ottima scelta, ma Fer deve accellerare per offrire agli utenti della linea un sevizio degno dei nostri tempi». E l'ex capogruppo Pd Trande rincara la dose: «Qualcuno dimentica che siamo amministratori e non economisti. Capisco che lo studio che mette in discussione l'utilità economica di “Gigetto” l'abbia commissionato la Camera di Commercio e quindi sia concentrata sull'equilibrio economico e finanziario. Ma noi facciamo un altro mestiere che nell'analisi costi e benefici deve tenere presenti il buon senso e tante varianti».
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