Sestola saluta le feste con un bilancio positivo
La scarsità di neve non ha allontanato i turisti nel periodo clou della stagione Albergatori soddisfatti. Palasport pieno a Capodanno. Gran lavoro sulle piste
SESTOLA. Nonostante la neve non sia stata generosa con l'Appennino (ma anche con tutto il resto del Nord Italia ad iniziare dalle Alpi e dalle Dolomiti, eccezion fatta per il versante del Piemonte e della Valle d’Aosta) in queste prime settimane invernali, Sestola non si perde d'animo. La comunità, dal centro alle frazioni, non ha infatti smesso di accogliere i turisti, che a dispetto della pochissima neve, hanno continuato a scegliere Sestola, anche solo per eventi particolari, come festeggiare la notte di Capodanno.
Nonostante gli sforzi degli operatori, il trend mostra che non si vive di sola neve, in montagna: i numeri di visitatori sono ancora lontani da quelli del periodo pre-crisi, tendono a fermarsi per poche notti, invece che per un'intera settimana, anche a causa della mancanza di nevicate abbondanti. «Sotto le feste il movimento c'è stato come era facilmente prevedibile e vuole la tradizione del periodo, ma è qualcosa di circoscritto», commenta Luca Bonacorsi di Mamma Teresa a Casine. «Il periodo natalizio è andato benissimo, nonostante non ci sia stata neve abbiamo lavorato tutti - dichiara Jacopo Zanaglia del Campanaccio -. Purtroppo il resto dell'anno non è stato buono, ma abbiamo chiuso con una nota positiva». «È caduta poca neve, ma gli operatori hanno fatto delle piste meravigliose, e i clienti non si sono lamentati - dice Gianfranco Bertoli all'Hotel San Rocco - La nostra clientela non è mancata, perché Sestola è un paese molto amato. Noi siamo stati soddisfatti». Sono soprattutto i giovani, a scegliere Sestola come meta per le vacanze, mentre le famiglie, seppur importanti, rimangono in secondo piano. «C'è stato un grande afflusso di giovani - dice Giorgio Pelloni dell'omonima Tigelleria -. Al Palazzetto dello Sport ne sono arrivati tre o quattromila in una notte. In parte, questi giovani sono i nipoti dei vecchi abitanti di Sestola, che grazie agli eventi tornano a occupare gli appartamenti dei nonni. Mancano ancora le famiglie, che sono le benvenute, ma servono delle cose in più». Sulla necessità di attirare più famiglie insistono anche Luciano ed Erica Tintorri e Marco Casalini all'Osteria il Forte: «È già qualche anno che i giovani vengono, soprattutto per il Capodanno, ma lo sviluppo dipende dalle famiglie. Dovremmo avere un paese più accogliente, potremmo valorizzare alcune zone togliendo le auto. Si sponsorizzano Passo del Lupo e le piste da sci, ma c'è anche il paese, e se si dimentica questo la gente sceglie altro». «Purtroppo dobbiamo competere con tutto il mondo, la neve non basta», commenta Adolfo Tintorri. Puntare sulla qualità, sulle famiglie e sulle opportunità alternative alla neve, come stagione estiva. È questa la strada su cui, secondo gli operatori, è necessario insistere per portare il turismo di Sestola verso il segno positivo in modo costante. «Il periodo estivo è buono, perché Sestola è un paese molto bello e si fanno molte manifestazioni - afferma Pelloni -. Dovremmo puntare molto sulle biciclette, uno sport ideale per visitare le pinete, anche in bassa stagione». «Sestola può migliorare molto la ricezione turistica - dice Bertoli - Qui sull'Appennino dobbiamo contare sulle nostre forze, non abbiamo incentivi, e tutto diventa più difficile, anche a causa della crisi». Sestola, però, «può migliorare tantissimo. Un posto affascinante, con stagioni che non sono solo l'estate e l'inverno. In autunno abbiamo lavorato tantissimo confermando che il paese risponde bene se si creano eventi anche fuori stagione».
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