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Una serie di incontri per dire stop alla violenza sulle donne

Una serie di incontri per dire stop alla violenza sulle donne

CASTELNUOVO. Quattro incontri, con tanto di attestato rilasciato alla fine della frequenza, per sensibilizzare sul tema della violenza maschile sulle donne. È questo quanto è in programma tra i mesi...

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CASTELNUOVO. Quattro incontri, con tanto di attestato rilasciato alla fine della frequenza, per sensibilizzare sul tema della violenza maschile sulle donne.

È questo quanto è in programma tra i mesi di gennaio e marzo a Castelnuovo, nell’ambito di un progetto organizzato da Comune, Unione Terre di Castelli, associazione “Abito di Salomone” e circolo Caos. Il primo appuntamento è per il 18 gennaio alle 20,45 nella sala delle Mura di via della Conciliazione, con Natalia Lyamkima ed Erika Lancellotti che interverranno sul tema: “Scegliere da protagonista. Richieste di aiuto: come comprenderle, riconoscerle e indirizzarle adeguatamente”. Il secondo incontro sarà il primo febbraio con Gabriella Alboresi ed Elena Montorsi, che rifletteranno sul tema: “La violenza domestica: quali sono le conseguenze nella società”. Terzo appuntamento il 15 febbraio, sempre alla sala delle Mura di via della Conciliazione alle 20,45, con Giovanna Zanolini dell’associazione “Gruppo donne e giustizia” di Modena che interverrà su: “Gli strumenti legislativi sia penali sia civili a contrasto della violenza di genere e a sostegno della difesa della donna”. Quarto e ultimo incontro il primo marzo, con Judith Pinnock dell’Unione Donne in Italia di Modena che parlerà di “Donne vittime di stereotipi, pregiudizi e deligittimazioni”. Per iscrizioni e informazioni si può contattare lo 059 534810. Susi Grementieri, assessore alle Pari Opportunità del Comune commenta l’iniziativa: «Riteniamo che una comunità possa affrontare temi forti come questo in modo chiaro per abbattere tabù e resistenze, con un’educazione al rispetto per l’altro, alle diversità, ai diritti e alla dignità umana. Il contrasto alla violenza non è solo la risposta immediata ad una situazione di emergenza, ma un continuo lavoro di prevenzione e confronto che muove una rivoluzione culturale, per contrastare un fenomeno che risale alla notte dei tempi, ma resta purtroppo tremendamente attuale». (m.ped.)

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