Gazzetta di Modena

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Finale piange l’ex vicesindaco Lupi

di Francesco Dondi
Finale piange l’ex vicesindaco Lupi

Lavorò con Bersani e diresse Confesercenti, aveva 65 anni. Sabato sera ha sbandato con l’auto ribaltandosi in un fossato

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FINALE. È morto quando a Finale albeggiava, dopo una notte all’ospedale di Baggiovara dove i medici hanno tentato di rianimarlo. Per Gianni Lupi, 65 anni, non c'è stato nulla da fare: troppo gravi le conseguenze dell'incidente avvenuto sabato, poco dopo le 21, in via Selvabella, a poche centinaia di metri da Casoni di Sotto dove era solito recarsi per stare con gli amici al bar. Se lo schianto sia stato causato da un malore, come si suppone, o da una distrazione resterà un interrogativo, visto che il magistrato di turno, dottor Pasquale Mazzei, ha deciso di liberare subito la salma e autorizzare i funerali, che non si terranno prima di domani. La decisione della procura arriva dopo che i carabinieri di Finale, intervenuti a Casoni per rilevare l'incidente, hanno constatato come non vi fossero ne' persone e ne' altri veicoli coinvolti. Gianni Lupi era persona molto conosciuta in tutta la regione per la sua attività politica e associativa, che lo aveva visto arrivare ad un passo dell'elezione in Regione nelle fila del vecchio Partito Comunista (in quel momento Ulivo) e poi storico collaboratore di Pierluigi Bersani sia quando era assessore al Turismo e poi presidente dell'Emilia Romagna. Direttore provinciale di Confesercenti e funzionario in Regione, dove ricoprì anche un ruolo di spicco nel Caler, l’ente che si occupava degli Enti locali, il conosciuto e stimato 65enne è stato protagonista indiscusso di oltre trent’anni anni di politica finalese. Ha avuto diversi ruoli istituzionali, facendo anche il vicesindaco all'epoca di Mario Pio Silvestri e venendo eletto, proprio per quel ruolo di autorevolezza che si era conquistato sul campo, Presidente del Consiglio quando alla guida del Comune c'era Raimondo Soragni.

Ma se a livello politico Lupi incassava anche numerose critiche, umanamente era una persona ben voluta un po’ da tutti. Un uomo cordiale, che amava frequentare gli amici del bar, magari per discutere amabilmente di calcio - era grande tifoso della Juventus - o per le celebri partite a pinnacolo che ancora si tenevano proprio nel locale di Casoni. Lavoro, politica, amici e famiglia: erano i suoi capisaldi. Una famiglia a cui ora si sono stretti tanti amici con la moglie Katia, donna elegante e grande appassionata di cultura, che ha saputo dello schianto quando ormai Gianni si trovava a Baggiovara. E poi la loro figlia Giorgia, architetto impegnata in una brillante carriera che l’ha portata a vivere a New York per lavoro. Giorgia, per anni conosciuta come la figlia di Gianni, di cui il papà andava orgoglioso, tanto da non scordare mai di aggiornare gli amici sugli ultimi premi o le ultime sue conquiste. Così orgoglioso che più volte aveva confessato: «Presto mi ricorderete come il papà dell’architetto Giorgia Lupi». Lei oggi arriverà in Italia, è solo in quel momento Finale potrà dire addio ad un altro pezzo della sua storia recente. «Siamo tutti molto scossi - dice Andrea Ratti, ultimo coordinatore del Pd locale e attuale consigliere comunale - Abbiamo perso un maestro». Commosse anche le parole di Angelo d'Aiello, altro storico militante dei Dem: «È stato un punto di riferimento per tutti. Avevamo avuto un diverbio e da tempo non ci parlavamo, ma mi ero ripromesso di farlo appena possibile. Non ne ho avuto il tempo ed è un rimpianto che mi porterò dentro». Tante le condoglianze e le attestazioni di stima, da parte del sindaco di Modena e presidente della Provincia Muzzarelli che lo ricorderà oggi in Consiglio provinciale, del segretario del Pd provinciale Lucia Bursi e anche di altre forze politiche.

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