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La dottoressa Ragazzoni saluta i pazienti dopo 34 anni

La dottoressa Ragazzoni saluta i pazienti dopo 34 anni

Anna Ragazzoni è andata in pensione dopo 34 anni di carriera come medico di medicina generale. La dottoressa ha curato 1100 pazienti nel corso del tempo e prima ha esercitato come medico singolo per...

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Anna Ragazzoni è andata in pensione dopo 34 anni di carriera come medico di medicina generale. La dottoressa ha curato 1100 pazienti nel corso del tempo e prima ha esercitato come medico singolo per poi successivamente, aderire alla medicina di gruppo.

«Lo stile di vita delle persone è cambiato molto – afferma la dottoressa Ragazzoni -. Quello che più caratterizza il nostro lavoro rimane il rapporto di fiducia, che spero la medicina generale riesca a difendere. Il medico si sceglie, non è un funzionario che si trova dall’altra parte dello sportello, imposto da un’autorità superiore. Il rischio per il futuro potrebbe essere questo. Pertanto bisogna ricordare che se il medico rimane un professionista di fiducia si instaura una relazione più forte di cura e di aiuto: un rapporto che produce del bene per la salute. Ci sono tanti cambiamenti culturali che hanno minato quest’autorevolezza. Tra questi, il fatto che il medico in realtà deve mediare tra le richieste di salute e quello che il servizio pubblico può offrire ai pazienti. Oggi, in generale, c’è molta ansia per la propria salute. Un aiuto potrebbe arrivare dal ritrovare la prevenzione negli stili di vita, gli antichi rimedi che consentivano di curarsi naturalmente. Tra le tante cose che il mio lavoro mi ha insegnato, poi – prosegue la dottoressa Ragazzoni - c’è il non avere pregiudizi: a volte avevo stereotipi giudicando una persona specifica in un certo modo. Poi mi sono vista completamente smentita quando questa persona ha dovuto prendersi cura del marito, con energia e sollecitudine. Tanti luoghi comuni, quindi, nella nostra professione possono essere smontati conoscendo meglio le persone». Il ruolo del medico di medicina generale non può prescindere, poi, dall’ospedale Ramazzini. «Penso che noi abbiamo la fortuna di essere una realtà piccola, una città che gode di dimensioni ancora umane – aggiunge la dottoressa - Questa è una ricchezza che dobbiamo salvaguardare. Fino a una decina di anni fa c’era un circolo medico, associazione di medici che univa professionisti ospedalieri e territoriali. Adesso il circolo non c’è più ma sarebbe importante ritrovare ugualmente occasioni di incontro, stimolo per un confronto professionale». Anna Ragazzoni è anche la presidente del Gafa, il Gruppo Assistenza Famigliari Alzheimer, un ruolo che svolge come volontaria. «In questi anni il contesto associativo è stato molto fertile in città e quest è un bene – conclude Ragazzoni - Ci consentirà di affrontare le sfide del futuro, che saranno incentrate su cronicità e fragilità».

Serena Arbizzi

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