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Modena: «Voucher Cgil, troppa enfasi sulla notizia»

Modena: «Voucher Cgil, troppa enfasi sulla notizia»

La dirigente Scacchetti, firmataria della mail interna che suggeriva di minimizzare: «Certo serviva più attenzione, ma ora vanno evitate tensioni, siamo sott’attacco»

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MODENA. Tania Scacchetti, ex segretario provinciale di Cgil e oggi nella Segreteria Confederale nazionale, entra di peso nella vicenda dei voucher usati dal sindacato per pagare le prestazioni di pensionati dell’Emilia-Romagna. È infatti una dei due firmatari - l’altro è Nino Baseotto - di una mail interna al sindacato, poi diffusa da Repubblica, con precise istruzioni per evitare un confronto esterno sulla vicenda in modo da non farsi coinvolgere in strumentalizzazioni politiche e «alimentare fratture nell’organizzazione e nella sua immagine pubblica».

La nota riservata. Nel testo della nota riservata si legge: «L'obiettivo che dobbiamo perseguire in queste ore delicate anche in relazione alla prossima espressione della Corte sulla ammissibilità dei quesiti referendari deve essere quello di rilanciare la validità delle nostre ragioni, supportate da milioni di firme raccolte nei mesi scorsi, evitando i processi ed evitando di alimentare fratture nella organizzazione e nella sua immagine pubblica».

L'intervista. Intervistata al proposito da “Il Fatto Quotidiano”, su quello che è però risultato un autogol, la Scacchetti ha spiegato che «il motivo che ha indotto la segreteria nazionale a spedire una mail ai dirigenti delle varie categorie, nazionali e regionali, per dettare la linea sull’atteggiamento da tenere nei confronti degli organi di stampa... era un invito a tutti i nostri rappresentanti ad utilizzare la testa nella comunicazione pubblica. Serviva per evitare eventuali tensioni su una vicenda che, seppure non porterà ad alcun provvedimento interno, deve farci riflettere. Ma mi preme ribadire che siamo di fronte ad un episodio singolo che non va ingigantito. E che non può in alcun modo delegittimare il nostro impegno per questa campagna referendaria».

I tre referendum. La Cgil ha promosso infatti i tre quesiti di referendum sul Jobs Act ora al vaglio della Corte Costituzionale - che si pronuncerà sulla loro ammissibilità l’11 gennaio - e uno di questo chiede proprio l’abolizione dei voucher. «Non è pertanto accettabile - scrivevano Scacchetti e Baseotto nella mail - che sia strumentalizzata la posizione della Cgil che per mesi, nel silenzio assordante di tutto il Paese, ha fatto denunce e raccolto milioni di firme affinché il tema avesse la giusta attenzione».

Caso isolato? «Quello dell’uso dei voucher da parte dello Spi Cgil di Bologna è un caso isolato - insiste ora Scacchetti - a fronte di un lavoro enorme e collettivo durato per mesi. Alla notizia è stata data una visibilità enorme. Certo - prosegue - si tratta di una faccenda sulla quale avremmo dovuto utilizzare maggiore attenzione. Ribadiamo che l’operato dello Spi è perfettamente legale. Le considerazioni da fare, semmai, sono legate all’opportunità: nel bel mezzo di una campagna referendaria, bisognava essere più prudenti. Ma ripeto: è un caso specifico che riguarda l’impiego di pochi pensionati ai quali, attraverso i voucher, è stata corrisposta una remunerazione per delle prestazioni occasionali. La nostra organizzazione - prosegue - è oggi sotto attacco: c’è chi è pronto a strumentalizzare qualunque notizia pur di silenziare le nostre rivendicazioni e ridurre il loro impatto sull’opinione pubblica. Ci è sembrato giusto intervenire e suggerire un comportamento univoco».

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