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Tre morti in appena un anno e mezzo

Tre persone decedute in appena 18 mesi, due dei quali nella stessa curva che gira verso sinistra e anticipa il rettilineo che porta a Casoni. Via Selvabella resta una strada pericolosa e la morte di...

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Tre persone decedute in appena 18 mesi, due dei quali nella stessa curva che gira verso sinistra e anticipa il rettilineo che porta a Casoni. Via Selvabella resta una strada pericolosa e la morte di Gianni Lupi lo conferma. Non si può dire che quel tratto il 65enne non lo conoscesse, visto che lo percorre praticamente ogni giorno e chi lo frequenta sa anche che alla guida della sua Alfa 159 era sempre molto prudente e attento. Eppure la sua auto ha sbandato, finendo sulla banchina di destra e percorrendo quasi 20 metri nel fossato prima di cappottare. E chi vive in zona - in diversi sono andati sabato sera a verificare il motivo della presenza di ambulanze, vigili del fuoco di Finale e San Felice e carabinieri di Finale - denuncia da tempo i rischi di via Selvabella, invocando un guardrail o quantomeno un cartello che segnali la curva maledetta. Ma finora non se n'è fatto niente. E così si piange un altro morto, come era avvenuto a fine agosto 2015 quando un telo bianco coprì il corpo di un ragazzo marocchino e altri due feriti gravi finirono in ospedale o a metà maggio dell'anno scorso: perse la vita il 32enne motociclista Stefano Cavicchi.

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