Addio al professore Alberto Barbieri, storico di Modena
Insegnante del Corni tecnico e grande studioso della città. Molto noto per aver prestato servizio in diverse parrocchie
MODENA. È morto domenica mattina, all’età di novant’anni, il professor Alberto Barbieri.
Per tutta la vita insegnante di lettere alle suole medie e superiori - soprattutto storico professore del Corni tecnico - grande amante e studioso di Dante e Manzoni, è stato una figura molto conosciuta anche nella Chiesa modenese.
Uomo di saldi principi, sui quali era molto severo e rigoroso, era appassionato soprattutto dell’educazione dei giovani: attivo fin dagli anni Cinquanta nella sua parrocchia del Tempio, si trasformava nello stare con i ragazzi; si è sempre speso per organizzare attività aggregative e doposcuola in parrocchia, spesso in collaborazione con don Galasso Andreoli: la sua grande passione era stare in mezzo ai giovani e offrire loro un contesto sano in cui ritrovarsi, giocare e studiare.
Anche negli ultimi anni, ormai in pensione, ha continuato questo suo impegno, fondando il doposcuola parrocchiale a San Lazzaro, dove si era trasferito con la moglie Luisa Resca.
Da sempre parte dell’Azione Cattolica, negli anni Sessanta è stato Presidente diocesano dell'Unione Uomini e ha ricoperto diversi incarichi; si è poi molto impegnato per il sostegno alle missioni, organizzando vendite di quadri e raccolte di fondi per le opere dei suoi amici missionari don Eligio Silvestri e padre Ettore Turrini.
Oltre ai ragazzi e alle missioni, il suo altro grande impegno è stata la ricerca storica in ambito locale, sulla quale ha pubblicato una cinquantina di libri, tra cui la monumentale “Enciclopedia modenese” in ventuno volumi e varie opere sulla storia ecclesiale, come i quattro volumi dei “Sacerdoti modenesi del Novecento”, la storia dei Francescani a Modena, dell'Istituto Sacro Cuore, delle Figlie del Gesù, nonché numerosi altri testi su singole parrocchie o preti della nostra diocesi. Una fatica di circa 18 anni, quella dell’enciclopedia, una vera e propria Treccani alla modenese, che ha impegnato anche Giancarlo Silingardi, scomparso prematuramente, e ha trovato una preziosa collaborazione in famiglia, grazie all'aiuto offerto a Barbieri dalla moglie Luisa e della figlia Mariangela, docente di tedesco e autrice di “Storia dell'Istituto Sacro Cuore”. Proprio la signora Luisa ricordò, in una intervista di alcuni anni fa, l'attaccamento viscerale di Alberto alla sua città, «tanto che anche quando eravamo per un mese in vacanza al mare, con le nostre quattro figlie, ritornava a Modena ogni settimana». Alberto Barbieri ha lavorato anche nella colonia di Monfestino negli anni '50, ha fatto parte del coro folk San Lazzaro, era impegnato nel doposcuola nella parrocchia di San Lazzaro per aiutare gli extracomunitari.
Nelle sue parole il senso della sua opera letteraria: «Perché tanti libri? Per dare voce - quale essa sia - al bene. Il male ha mille modi per farsi sentire e ricordare; il bene, invece, non fa rumore, talvolta viene addirittura negato, perché lo seguono, da presso, l’ingratitudine e l’incomprensione. Oggi le certezze, i valori supremi dello spirito trovano ostacoli sempre più grandi per affermarsi. Questo si dice da molti. In realtà ogni tempo dell’uomo è avvolto dalle tenebre, ma sempre c’è stato chi ha tenuto acceso la fiaccola della fede, della speranza, della carità ed è un conforto e un dovere ricordarlo».
Il professor Barbieri lascia le figlie Maria Carla, Mariangela, Marinella e Marisa, tanti nippoti e una famiglia che ha ricambiato il suo amore. I funerali si terranno domani alle 15 nella chiesa di San Lazzaro.
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