Esportazioni delle pmi: Modena è al diciannovesimo posto in Italia
Nel 2016 si conferma ai massimi storici l'export made in Italy nei settori di Micro e Piccole Imprese, con l'Emilia-Romagna che vede un aumento del +2,7%, un dato che la pone al sesto posto tra le...
Nel 2016 si conferma ai massimi storici l'export made in Italy nei settori di Micro e Piccole Imprese, con l'Emilia-Romagna che vede un aumento del +2,7%, un dato che la pone al sesto posto tra le regioni italiane con la migliore performance. Significativi i dati che emergono dall'analisi territoriale: nelle prime venti posizioni ci sono ben 5 province della regione e fra queste Modena è al posto numero 19 in Italia.
«I dati che arrivano da questa analisi dell'Ufficio studi di Confartigianato, relativi all'elaborazione di dati Istat - spiega il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Marco Granelli - confermano l'attivismo delle micro e piccole imprese del nostro territorio, capaci di conquistare nuove quote di mercato all'estero anche in presenza di dimensioni aziendali ridotte. È segno che capacità, competenza e innovazione non dipendono solo dalla dimensione aziendale».
Nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese sono salite dell'1,2%, a un ritmo doppio rispetto alla media del manifatturiero (+0,6%). Si tratta di nove comparti in cui la quota degli occupati in imprese con meno di 50 addetti è superiore al 60%. Tra i settori, maggiore dinamismo per il Legno (+5,4%), seguito dai Prodotti alimentari (+3,4%), Mobili e Articoli di abbigliamento (entrambi con +1,6%), Prodotti tessili (+1,5%). Aumento inferiore alla media per Articoli in pelle (+0,8%), mentre sono stazionarie le vendite all'estero per Prodotti delle altre industrie manifatturiere e segnano un discesa i Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (-1,2%). La crescita delle vendite del made in Italy nei settori Pmi nel mondo vede nel complesso l'Unione europea a 28 come l'area geografica più dinamica (+2,5%), mentre sono stazionarie l'America (0,3%) e Paesi europei non Ue (0,0%); in calo Asia (-0,7%) mentre cede l'Africa (-5,7%). Tra i primi 20 mercati si osserva un maggiore dinamismo in Repubblica Ceca (+10,4%), Grecia (+8,3%), Polonia (+6,2%), Romania (+5,2%), Giappone e Spagna (entrambi con +4,9%) e Corea del Sud (+3,5%). Per quanto riguarda l'andamento dei territori provinciali, il maggiore dinamismo a Roma (+15,5%), poi Venezia (+9,5%), Bolzano (+8,0%), Milano (+6,2%), Parma (+6,0%), Firenze (+5,2%), Piacenza (+5,0%), Bergamo (+4,9%), Padova (+4,4%) e Prato (+4,3%). Buone anche le performance di Forlì-Cesena +3,9%, Bologna +3,8%, Modena +1,9%, che per il 2016 si piazza al diciannovesimo posto in ambito nazionale.
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