La “banda dell’ora illegale” targata Cavezzo
Convalidato l’arresto dei tre albanesi che hanno iniziato a rubare nel modenese. Le foto della refurtiva
CAVEZZO. La banda dell’ora legale (o meglio illegale): la definizione è degli stessi arrestati, tre albanesi responsabili di una raffica di furti in abitazioni tra il comprensorio correggese e la Bassa modenese, in particolare a Cavezzo. Durante l’interrogatorio, alla domanda quando avessero cominciato a compiere i raid, hanno risposto “quando è entrata in vigore l’ora legale”. Fine ottobre, quando il buio “vespertino” li avrebbe aiutati.
I tre - Darjel Prushi, 24 anni, Armando Dobrozi, 21 anni, Xhoni Leka, 20 - sono finiti in manette per ricettazione e furto al termine di un’operazione della Squadra Mobile di Milano e di Reggio. L’indagine ha avuto origine nella capitale lombarda, dove la “soffiata” di una fonte confidenziale sull’attività di un gruppo di albanesi che si recavano spesso a Milano ha indotto la polizia meneghina a iniziare un’attività di pedinamento nei confronti di Prushi. Il 3 gennaio Prushi, che si trovava insieme alla compagna, è stato bloccato a Milano: addosso aveva un marsupio contenente ben 1.400 monili in oro, pesante 1,5 chili. Oggetti rubati, che Prushi stava tentando di piazzare a Milano.
Prushi è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Ma le indagini sono proseguite e dagli accertamenti è risultato che il 24enne era ospite della compagna (che non è indagata...) abitante a Novellara; perciò la Squadra Mobile di Reggio ha eseguito una perquisizione nell’appartamento, dove, oltre alla presenza di altri due “ospiti” (Dobrozi e Leka), è saltata fuori altra refurtiva, ovvero un altro mezzo chilo di monili in oro. orologi, catenine, ciondoli, una cassetta di sicurezza; poi 4mila euro in contanti, una mazzetta di dollari e altre banconote straniere, alcune argentine.
Ma ciò che ha attirato l’attenzione degli investigatori sono state due chiavi di auto e un computer portatile: ed è stato grazie a questi oggetti che si è arrivati all’attribuzione certa di due furti in abitazione, avvenuti ai primi di dicembre a Reggiolo e a Cavezzo, dove erano spariti una Bmw e il computer. La polizia ha voluto diffondere le foto della merce, nella speranza che i derubati si facciano avanti. Nel caso che qualcuno pensasse di essere rimasto vittima dei furti , la questura di Reggio consiglia di scrivere una mail (corredata dalla denuncia) all’indirizzo squadramobile.re@poliziadistato.it. I tre albanesi, dopo la convalida, per ora restano in carcere. Intanto, poiché il primo furto certo è quello di Cavezzo, il processo sarà trasferito per competenza al tribunale di Modena.
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