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«Lasciamo S.Cataldo, i primi già partiti»

«Lasciamo S.Cataldo, i primi già partiti»

Gianluca Ruberto: «Attacchi feroci e inaspettati. Ospiti già ridotti, la struttura libera entro gennaio»

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Ieri sono stati spostati 11 dei 52 immigrati ospitati a S.Cataldo e gli altri partiranno nei prossimi giorni per sgombrare tutto entro la fine di gennaio.

Questa la risposta immediata della Coop Angolo che preferisce ritirarsi in buon ordine dopo la raffica di contestazioni arrivate dalla Curia.

Eppure, andando direttamente nella struttura di S.cataldo, dove un cartello nuovo di zecca vieta l’entrata ai non autorizzati, si trovano poche persone disposte a parlare.

Quanto agli immigrati, quasi tutti arrivato da Niger, Migeria, Mali, Gambia, Eritrea a e Ghana, escono alla spicciolata dai cancelli davanti alla chiesa ed elencano le mancanze del centro con eloquenza: i saponi distribuiti con il contagocce, la difficoltà di trovare un poco d’acqua calda per lavarsi, la scarsità di vestiario a cui fanno fronte bussando a Porta Aperta, giusto lì a fianco. Nell’atrio del centro ci sono parecchie biciclette di ignota provenienza («Non le forniamo certo noi» si affrettano a chiarire i gestori del centro) e per tirare a sera il tempo è sempre lungo.

Dopo cena le 52 persone che dormono in piccole stanze da tre-quattro letti, restano da soli. E allora la solitudine e magari anche le birre, comprate con i pochi euro che vengono dati loro per le spese quotidiane, finiscono per innescare discussioni anche aspre.

La Curia ha deciso di tirare una riga su una situazione che giudica insostenibile. Nonostante i buoni uffici dell’ex assessore Alberto Caldana, che si è presentato in corso Duomo come consulente in rappresentanza della coop sociale, ai massimi livelli nessuno ha dubbi che la situazione dietro il muro della chiesa del Murazzo debba essere risolta definitivamente.

«Chiediamo il rispetto delle regole» ha scandito mons. Gazzetti che ha elencato i progetti in corso, benedetti e ben gestiti. Così le parrocchie si sono rese disponibili ad accogliere gli immigrati, persino nelle canoniche. E anche diverse famiglie.

Ma i gestori de L’Angolo non ci stanno a essere messi sul banco degli imputati.

«Tanto per cominciare noi facciamo fronte a un problema sociale - spiega Gianluca Ruberto, responsabile del centro di Modena e portavoce della coop L’Angolo - Abbiamo anche altri appalti in Veneto e Piemonte e non abbiamo problemi come in Emilia. Qui a Modena abbiamo anche diversi appartamenti in affitto da privati e facciamo del nostro meglio per gestire tutti i problemi. Il sovraffollamento al Murazzo? Necessità superiori, visto che dalla Prefettura ci chiedevano di occuparci degli ultimi arrivi. Ieri ad esempio abbiamo spostato dieci persone e quindi gli ospiti sono scesi a 41. Le condizioni sanitarie? Abbiamo un verbale dell’Usl che certifica che complessivamente sono buone e sufficienti. “Non ci sono criticità sanitarie” hanno scritto testualmente. Le ispezioni? Vengono fatte con continuità, anche dalla Prefettura, e nessuno finora ci ha bloccato. E anche il sindaco Muzzarelli quando è venuto ha detto che andava tutto bene, lo ha garantito.Come la mettiamo poi con il fatto che il 90% degli africani che ospitiamo sono cristiani? Ed è forse da cristiani un attacco come quello della Curia che ci vuole mandar via senza farsi carico degli ospiti. Per noi è stato un attacco che proprio non ci aspettavamo. Per il resto abbiamo anche a Modena accordi con tre alberghi, per poche persone e altre strutture da 18-20 posti».

Quanto alla presenza di insegnanti di italiano, di operatori, educatori e la distribuzione di kit per l’igiene le risposte diventano più sfumate. Sulla carta ci sono le lezioni, le autodichiarazioni e le firme di presenza. C’è la maestra che è venuta a fare lezioni come ci sono le firme di ricevuta degli immigrati per il materiale ricevuto all’entrata del centro. (s.c.)

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