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«Trenino, la Regione prima colpevole»

«Trenino, la Regione prima colpevole»

Legambiente: «Non c’è la volontà di sostenerne davvero lo sviluppo» “Democrazia dal basso” plaude all’ipotesi Giacobazzi

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Legambiente Modena e il comitato di cittadini "Salviamo Gigetto" si scagliano contro la gestione del "trenino", l'ormai famigerato treno che collega Modena con Sassuolo, bocciano la proposta di trasformarlo in un mezzo su gomma. Inoltre l'associazione chiama in causa la Regione. All'interno del Pd c'è, da giorni, una differenza di vedute su cosa fare di questo mezzo di trasporto alle prese spesso con numerosi disservizi.

E domenica sulla Gazzetta l'assessore alla mobilità Gabriele Giacobazzi ha spiegato che se dipendesse da lui si passerebbe a un innovativo sistema di tram su binario inventato in Francia e chiamato Translohr. Ora Alessandra Filippi di Legambiente in una nota spiega che «Sulla Ferrovia Modena-Sassuolo, nonostante anni di mala gestione (costi reali che possono e devono essere evitati) non abbiano scoraggiato gli utenti, si ha la faccia tosta di parlare di accanimento terapeutico su di un malato che in realtà è stato scarsamente sottoposto a cure e attenzioni: inadeguati gli sforzi per migliorare l'offerta e la qualità del servizio e, conseguentemente, ampliare la categoria di utenti. Non comprendiamo a fondo e ci lasciano molto perplessi i numeri che hanno portato alcuni ad auspicare l'eutanasia di Gigetto a causa di un ammodernamento accettabile dal costo di 80 milioni di euro contro i 30 milioni che occorrerebbero per una completa trasformazione della linea in una corsia preferenziale per dei mezzi su gomma (filoviari o a metano). Ci chiediamo se siano stati confrontati i numeri di utenti mancati per la scarsità del servizio attuale rispetto ad uno alternativo ma, soprattutto, se siano state valutate le possibilità di continuità e interconnessione con le infrastrutture del trasporto esistenti, e a scala territoriale più ampia, di un sistema rispetto ad un altro».

Legambiente parla dell'assessore Giacobazzi e chiama in causa la Regione: «L'assessore Giacobazzi ha esortato a inserire la discussione all'interno della pianificazione territoriale, un principio di base sacrosanto, ma limitato e insufficiente. Un ragionamento complessivo, urgente e coerente che non può escludere la Regione, gli amministratori locali, le agenzie della Mobilità, i gestori dei servizi, non solo di Modena e del distretto, ma anche di Carpi, del Reggiano, volendo pensare non solo al trasporto delle persone, ma anche a quello delle merci, sempre nell'ottica del miglioramento della qualità dell'aria, degli spostamenti, della vita in genere». Nella nota Legambiente critica anche recenti scelte relative alle infrastrutture: secondo l'associazione ambientalista ci sarebbe troppo cemento in una zona altamente inquinata come la nostra. «Il 2016 - continua la nota di Legambiente - si conclude con il punto del governatore regionale Stefano Bonaccini che annuncia e conferma l'avvio delle grandi opere autostradali modenesi, bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana. Fa da sfondo, dibattito sul Gigetto compreso, un problema: la Pianura Padana è una delle aree più inquinate del pianeta, le cui cause sono attribuibili anche all'uso dei motori a scoppio e le cui conseguenze hanno effetti devastanti sulla salute degli abitanti».

A difesa delle proposte dell'assessore Giacobazzi interviene invece Alfredo Negri presidente dell'associazione "Democrazia dal basso". «Quel sistema proposto - dice Negri - è un servizio idoneo a rispondere alle necessità dell'utenza che desidera viaggiare in armonia con mezzi che non danneggino l'ambiente. Le nuove macchine possono avere un costo di 200/250 milioni di euro e, nel caso, la Stazione Piccola non servirà più quindi si potrebbe venderla avendo così un progetto autofinanziabile. La gestione in ogni caso sarà nettamente inferiore a quelli del Gigetto. Sullo stesso tracciato di questo treno si può fare una corsia preferenziale per un servizio di trasporto pubblico attraverso un bus di 18 metri, un tram veloce o nuovi mezzi avanzatissimi che non danneggeranno l'ambiente. Sul tracciato Modena-Sassuolo sarebbero eliminati 24 passaggi a livello e oltre 50 stradine costrette alla chiusura temporaneo lungo il percorso dei binari. Un tale servizio darebbe una fermata ogni 300 metri nei centri urbani, sub urbani e extraurbani. Servirebbe una piccola flotta di 6 mezzi con orari identici al servizio Seta, tutti i giorni compresi i festivi».

Stefano Luppi

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