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Caso Monte Paschi, commissione d’inchiesta sul sistema delle banche

di Andrea di Stefano
Caso Monte Paschi, commissione d’inchiesta sul sistema delle banche

Via libera all’indagine parlamentare. Avviato l’iter del decreto SalvaRisparmio Possibile anche la pubblicazione dei grandi debitori. A partire da MontePaschi

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MILANO. Una vera e propria lista nera dei grandi debitori. E una commissione d’indagine parlamentare. Sotto pressione per la rabbia dei risparmiatori i vertici delle stesse banche e molti esponenti politici sono concordi alla pubblicazione di una blacklist di tutti i destinatari dei grandi prestiti non rimborsati che hanno contribuito a causare il crac degli istituti di credito.

La pubblicazione sarebbe prevista solo in casi particolari, come ad esempio l’ultimo salvataggio che tocca Monte dei Paschi di Siena, le quattro banche oggetto di bail-in, le Popolari e Veneto Banca. Intanto è arrivato il via libera di Camera e Senato alla commissione d’indagine sulle banche. La Camera - affermano le mozioni approvate in aula - dovrà adottare “ogni iniziativa utile” a costituire una commissione parlamentare di inchiesta sul funzionamento del sistema bancario italiano e sui casi di crisi finanziaria che hanno coinvolto alcune banche, che guardi “all’individuazione di eventuali responsabilità degli amministratori, al corretto ed efficace esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo nonché all’analisi delle insolvenze che hanno contribuito a determinare tali crisi”. La commissione Finanze del Senato dal canto suo inizierà il 31 gennaio l’esame dei ddl per istituire la commissione d’inchiesta.

Proprio di Mps si è parlato, ieri, tra Senato e ministero dell’Economia. A palazzo Madama è iniziato l’iter del decreto legge “SalvaRisparmio”, approvato alla fine dell’anno scorso dall’esecutivo Gentiloni per scongiurare il crac dell’istituto senese e di altre banche che stanno boccheggiando. In via XX Settembre, invece, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ricevuto presidente e ad di Mps, Alessandro Falciai e Marco Morelli. Il ministro e i soui collaboratori, fa sapere un comunicato del dicastero, “hanno avviato con il management della banca il confronto propedeutico alla definizione del piano industriale che contempla la ricapitalizzazione precauzionale ai sensi del decreto legge e in conformità con le previsioni della Direttiva europea su risanamento e risoluzioni delle banche (in gergo tecnico la direttiva Brrd), che detta le condizioni per un sostegno finanziario pubblico straordinario al quale Roma ha già dato luce verde”. Nelle prossime settimane, spiegano ancora i funzionari del ministero, “il piano industriale andrà sottoposto alla Banca centrale europea, che ne dovrà valutare l’efficacia rispetto all’esigenza di rafforzamento del capitale con l’obiettivo di rendere la banca, di per sé solvibile, in grado di resistere agli ipotetici scenari avversi formulati nel corso degli stress test dello scorso anno”.

Il piano industriale dovrà essere sottoposto anche alla Commissione europea, affinché questa ne possa verificare la compatibilità con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. Pure in commissione Finanze del Senato si è discusso del salvataggio di Mps: il decreto legge deve essere convertito in legge entro il 21 febbraio. La proposta della blacklist è stata lanciata dal capo dell’Associazione bancaria italiana (Abi), Antonio Patuelli, il quale sarà ascoltato la prossima settimana dalla commissione guidata dal senatore Marino. «Lo ascolteremo - spiega il presidente - e se ci porta un testo, sarà anche meglio». Lo stesso Patuelli aveva prospettato l’idea di introdurre un emendamento al SalvaRisparmio e, a questo punto, lo potrebbe portare di persona a palazzo Madama, martedì 17. Prima di lui, però, la commissione ascolterà il ministro Padoan: è stato convocato al Senato per domani, attorno alle 14. Tra oggi e domani sono stati anche convocati i cda delle good bank che potrebbero approvare la cessione delle sofferenze ad Atlante e la vendita ad Ubi.

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