Gazzetta di Modena

Modena

Era doloso l’incendio al ristorante “Mirella”

di Daniele Montanari
Era doloso l’incendio al ristorante “Mirella”

Appiccato nella notte del 13 gennaio 2016 nel locale di Sant’Antonio di Pavullo Conclusi gli accertamenti dei carabinieri, che ora sono a caccia del colpevole

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. È stato doloso l'incendio che nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2016 sconvolse il ristorante pizzeria “Mirella” di Sant’Antonio.

Ciò che si sospettava, ora è certezza: i risultati delle perizie effettuate sugli elementi raccolti dai carabinieri del nucleo operativo di Pavullo hanno evidenziato la chiara presenza di acceleranti che hanno dato vigore al fuoco, sviluppatosi in pochissimi minuti.

Il locale era stato chiuso verso l’1.30 e tutto era a posto, ma prima delle 3 c’era già un incendio visibile dalla Statale 12.

Tanto che un vigilante di passaggio diede subito l’allarme, permettendo ai vigili del fuoco di Pavullo di guadagnare tempo prezioso: l’ingresso al civico 3 di via Savonarola fu distrutto, ma le fiamme si fermarono a pochi metri dal bancone. Se avessero attecchito anche lì sarebbe stata la distruzione.

In un primo momento venne data la “colpa” a una tv che stava su una mensola proprio dietro la vetrata d’ingresso, pensando a un cortocircuito, ma l’ipotesi cadde subito perché l’apparecchio era recente e la spina non era bruciata.

Da qui il sospetto del dolo, cui ora indirizzano i referti tecnici. Dunque qualcuno ha voluto colpire l’attività di Mirella Silvestrini, ristoratrice conosciutissima con 26 anni di brillante attività, che le ha portato un’affezionata clientela anche dalla pianura. Qualcuno che l’ha studiata bene per procurarle un gran danno, anche se l’incendio fosse stato spento in fretta: nelle travi del porticato d’ingresso infatti sono state ritrovate anche tracce di olio da macchina che, oltre a innalzare la temperatura di combustione (al punto da fare esplodere il vetro anti-sfondamento) ha annerito tutti gli interni con un fumo nero così untuoso da richiedere quasi due settimane di bonifica prima della riapertura.

Una ripartenza sudata, ma fermamente voluta dalla titolare per gettarsi alle spalle al più presto questo brutto episodio, ben raro con questa dinamica nella zona.

A fronte di questi elementi, l’indagine del nucleo operativo di Pavullo procede quindi seguendo la matrice dolosa, un campo dove in fatto di incendi sono già stati raggiunti brillanti risultati per episodi dello stesso periodo. Su tutte, l’operazione che portò a incastrare gli autori e il mandante dei roghi che distrussero a Pavullo due auto di un 36enne (nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2016 un’Audi A4, in quella tra l’8 e il 9 maggio un’Alfa 156), preso di mira per questioni di gelosia. Gli investigatori non trascurarono alcun elemento, nell’ambito di un’attività paziente e meticolosa condotta per giorni e giorni. Ma i frutti arrivarono.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google