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Inchiesta Cpl, la Procura ricorre

Inchiesta Cpl, la Procura ricorre

Concordia. Musti: «Ipotesi Cassazione». L’avvocato Costa: «Io leso e prosciolto»

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CONCORDIA. «Leggeremo le motivazioni del non luogo a procedere, che ci auguriamo il giudice depositerà nei 90 giorni previsti. Poi potremo valutare il ricorso per Cassazione». Ha commentato così il procuratore capo della Repubblica, dottoressa Lucia Musti, il proscioglimento “su tutta la linea” degli indagati di Cpl e dintorni per i campi al fotovoltaico realizzati in Puglia, “schivando” con la realizzazione di più campi la legge che poneva dei limiti di dimensioni. Il procuratore ha elogiato e difeso il lavoro del titolare delle indagini, Marco Niccolini, le cui tesi sono state invece smentite dalla decisione del giudice Andrea Romito, con un non luogo a procedere per oltre 20 imputati e una assoluzione per l’unico imputato che aveva chiesto l’abbreviato, e per il quale Niccolini aveva a sua volta chiesto 4 anni di reclusione.

Una decisione che ha fatto parlare le difese di «impianto accusatorio disintegrato», con il grave danno economico di 16 milioni di euro che sono stati a lungo sequestrati.

Intanto l’avvocato Luca Costa, che era presidente di una delle società del fotovoltaico Cpl in Puglia, tiene venga sottolineato il suo proscioglimento, dal momento che il suo nome era apparso, con quello degli altri, quando vennero adottati i provvedimenti della Procura, all’apertura dell’inchiesta.

«Sono costretto a contestare che, in modo del tutto scorretto, non è stata data alcuna informazione, nella versione cartacea pubblicata in data odierna, in relazione all’intervenuto proscioglimento del sottoscritto - scrive Costa - dalle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Modena nell’ambito del procedimento penale relativo al fotovoltaico (che vedeva imputati, tra gli altri, Cpl Concordia ed i suoi ex dirigenti). Quanto precede tenuto in debito conto dell’ampio e specifico risalto che, con un articolo dal titolo “Cpl, è allarme liquidità Indagato il capo dei legali” era stato, invece, dato all’avvio dell’indagine. Articolo che, per inciso, riportava notizie ed informazioni del tutto false, con riferimento a condotte e ruoli in alcun modo ascrivibili al sottoscritto - neppure dagli atti di indagine - in relazione alle quali mi riservo ogni azione nelle opportune sedi a tutela del mio onore e reputazione, così come in relazione all’omesso aggiornamento, con pari risalto, della notizia a suo tempo pubblicata in relazione all’avvio del procedimento».

Interpellato per pubblicare le sue ragioni, Costa ha aggiunto che non è sua «intenzione fornire commenti o dichiarazioni» ulteriori. (ase)

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