La figlia di Annalisa: «Ignorati gli appelli sull’incrocio killer»
CONCORDIA. In un amaro sfogo pubblicato sulla sua pagina facebook, la dottoressa Sara Meschieri, farmacista a Concordia, accusa le istituzioni per il pericolo della strada in cui ha perso la vita sua...
CONCORDIA. In un amaro sfogo pubblicato sulla sua pagina facebook, la dottoressa Sara Meschieri, farmacista a Concordia, accusa le istituzioni per il pericolo della strada in cui ha perso la vita sua madre Annalisa.
«Sabato è stato celebrato il funerale di mia mamma, Annalisa. Morta a seguito di un incidente sull’incrocio della statale 12 con via Bosco - scrive Sara - Volevo ringraziare chi ha permesso che questo evento accadesse, adesso. E non mi sto affatto riferendo al conducente del tir coinvolto nell’incidente, ma a quelle istituzioni pubbliche, locali, statali, regionali..., che ignorando le innumerevoli richieste di modifiche della viabilità dell’incrocio maledetto, non hanno mosso mai nulla per ridurre, o addirittura eliminare, le probabilità di incidenti, spesso mortali».
«Grazie per aver ridotto dapprima gli orari di funzionamento dei semafori, grazie per averli spenti del tutto, e grazie per averli addirittura tolti! Grazie per non aver dato voce una singola e fottutissima volta alle lettere e lamentale della cittadinanza che, vuoi per motivi di lavoro, vuoi per motivi di residenza, vuoi per altri motivi, è costretta a transitare per quell'incrocio, rischiando ogni giorno la propria vita».
«Grazie per aver ignorato le vite perse, grazie per non aver ascoltato le lacrime versate da genitori, figli, mariti, mogli, amici che lì hanno visto morire qualcuno a loro caro ed insostituibile».
Poi lo sfogo anche nei confronti dei giornalisti: «Grazie anche alla sensibilità dei giornalisti, che si sono precipitati sul luogo dell’incidente premurandosi di scrivere in tempo record l'articolo per far notizia, di pubblicare foto, nome e cognome della vittima, dinamica dell'incidente e cause, senza un minimo di informazione e soprattutto di rispetto di chi, come me, mio padre, ed altre persone molto strette, erano lì a piangere la morte di mamma-moglie-figlia».
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