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Legalità, arriva la Mehari di Siani

Legalità, arriva la Mehari di Siani

Sarà esposta durante la due giorni sul giornalismo antimafia

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CASTELFRANCO. Nel mondo sono stati uccisi 800 giornalisti e in Italia 30 vivono sotto scorta. Sono alcuni dei dati diffusi dalla Fondazione Ossigeno per l’informazione, il cui conteggio delle vittime italiane della violazione della libertà di stampa - intimidazioni, minacce, abusi nei confronti di cronisti, blogger e altri operatori dell’informazione - a partire dal 2006 ha superato quota 3mila.

Castelfranco organizza venerdì alle 20.30 e sabato alle 10 alla sala Degli Esposti della Biblioteca comunale due appuntamenti dal titolo “Giornalisti sottotiro, l’informazione scomoda” nell’ambito delle attività collegate all’Osservatorio della Sicurezza Urbana e Legalità. Saranno presenti il giornalista e scrittore Attilio Bolzoni, l’attivista antimafia Gaetano Alessi e la presidente nazionale Fita Cinzia Franchini. La serata è rivolta alla cittadinanza mentre l’iniziativa del mattino coinvolge gli studenti dell’istituto superiore “Spallanzani”. Nell’occasione, sarà esposta la Mehari di Giancarlo Siani, l’auto del giornalista del “Mattino” di Napoli ucciso nel 1985 dalla camorra. Proprio dalla Mehari si è avviato il percorso del progetto “Il Viaggio Legale”, teso a costruire nuove relazioni tra enti, scuole, associazioni, mondo del lavoro, delle imprese ed esperienze associative impegnate sui temi del contrasto alle mafie, con l’auspicio che questo viaggio contamini positivamente le molteplici tappe della Via Emilia che verranno raggiunte.

Un obiettivo condiviso anche da Giancarlo Siani, che ogni giorno lavorava con passione e senza sosta per descrivere la realtà in cui viveva.

«Questi appuntamenti potenziano il significato della costituzione dell'Osservatorio della Legalità e Sicurezza Urbana che ha come fine quello di rompere il muro dell’omertà - afferma l’assessore Gargano - Guarda caso anche questi giornalisti, attraverso il loro lavoro, desiderano “rompere” questo muro e far conoscere, attraverso le loro parole, la verità».

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