Mano tesa della Caritas anche a chi cerca lavoro
Il coordinatore Brunetti: «Le richieste per inserimenti sono al massimo» Bene i progetti Nuovamente e con i Servizi Sociali. Aumentano gli over 50
Tempo di bilanci, ma sopratutto di analisi e riflessione su progetti messi in campo, per la Caritas sassolese che, insieme a servizi sociali e altre associazioni, si prodiga in diversi modi per aiutare chi vive nel disagio e nella povertà: una povertà che cresce ma che è sempre di più, oltre che materiale, anche morale e culturale, a causa sopratutto della solitudine e della mancanza di modelli positivi. Il trend (mancando ancora i dati sulle richieste di aiuto alimentare) per quanto concerne i progetti destinati ad aiutare i bisognosi e gli emarginati è ormai chiaro è non è affatto positivo, dato che le richieste arrivate alla Caritas per percorsi di inserimento lavorativo presso Nuovamente sono sempre in crescita e ormai l'associazione è al massimo della capienza, anche se, come ha spiegato il coordinatore Andrea Brunetti «è durissima dire di no davanti a certe situazioni di disagio». La Caritas, oltre a gestire l'emporio “Il Melograno” e il magazzino di Nuovamente (nel quale, da un lato, vengono venduti arredi, oggettistica e abiti usati per finanziare gli aiuti ai bisognosi e dall'altro tali beni possono essere acquistati a prezzo politico o gratis da persone bisognose individuate dai centri di ascolto Caritas) gestisce anche due importanti progetti di risocializzazione e di avvicinamento al mondo del lavoro, rivolti sia a persone rimaste sole e senza speranze dopo la perdita dell'impiego, sia a persone seguite dai servizi, dal centro di salute mentale o dal Sert. Il primo, interamente sostenuto dalle donazioni, consiste in un'attività di reinserimento sociale e lavorativo, con un impiego nei locali di Nuovamente per 9 ore a settimana per tre mesi, rinnovabili. «Lo scopo – spiega Brunetti – è di intervenire sulle numerose povertà nascenti dalla mancanza di lavoro, che si traduce spesso nell'incapacità di re-inventarsi e di investire energie sul proprio futuro. Nonostante le poche ore, e appena 250 euro al mese, il progetto, che ha trattato 63 persone dal 2014, ha dato risultati positivi per l' 80% di essi, ridando dignità, fiducia e nuove prospettive». Più numerose, circa una cinquantina nel 2016, le persone aiutate dagli educatori con il progetto, finanziato dal fondo di solidarietà e condiviso con i servizi sociali, per l'inserimento lavorativo. Entrando in un'ottica statistica emerge una crescita importante di persone assistite over 50, perlopiù uomini, che hanno perso il loro lavoro, spesso a basso valore aggiunto, nelle aziende del distretto. Nella fascia più giovane sono invece molte le ragazze, spesso seguite in contemporanea dai servizi e dai centri di salute mentale o dal Sert, e che incontrano molte difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro tradizionale. Altro problema riscontrato dalla Caritas, che cerca, insieme ai servizi sociali, di intervenire, riguarda l'assenza relazioni e solidarietà, diffusa anche nelle reti parentali. «Coi percorsi (incontri in sala Biasin) e l'aiuto alimentare – conclude Brunetti - si cerca di accogliere queste persone e avviare una relazione, che diventa anche amicale, in grado di aiutare a rispolverare relazioni dimenticate o sgradite, per combattere la piaga sempre più grave della solitudine».
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