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Modena-Sassuolo: il trenino viaggia carico di problemi

di Gabriele Farina
Modena-Sassuolo: il trenino viaggia carico di problemi

Stazioni degradate, obliteratrici in tilt, carrozze semivuote, controlli ai biglietti inesistenti: cronaca di un giro sulla linea

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MODENA. C’è ancora spazio per Gigetto nella mobilità modenese? La domanda tiene banco periodicamente e anche negli ultimi giorni se n’è parlato molto. Di sicuro, il servizio ferroviario Modena-Sassuolo funziona (con più di qualche punto da migliorare) ed è apprezzato. Per rendercene conto siamo saliti a bordo ieri mattina alla stazione centrale e abbiamo compiuto il percorso di andata e ritorno. Il biglietto di viaggio si acquista alla biglietteria di piazza Dante. Vale 105 minuti dalla prima convalida, ma l’obliteratrice non sembra apprezzare la scelta del colore. Inserito nella macchinetta del sottopassaggio, riceve una marcatura appena percepibile. Possibile averlo posizionato male? Messo al contrario viene timbrato sul retro. Adesso il segno è visibile ed è possibile essere certi dell’orario e del giorno di timbratura. Ci sono due “però”.

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Il primo è che nella macchinetta di Sassuolo l’inserimento di un nuovo biglietto ha dato periodicamente la scritta “errore”. Il modo indicato come corretto è quello in versione “mimetica”, per cui non si legge la scritta.

Il secondo è che non verrà controllato a bordo. Il treno è partito puntuale alle 8.30. Compagni di viaggio alcuni cittadini di origine straniera e vari lavoratori. Il controllore s’è mostrato cordiale. A una stazione ha aiutato una signora in difficoltà a salire i gradini, assolutamente difficoltosi per chi ha problemi fisici.

Ha parlato con utenti abituali, ha aperto e chiuso le porte; s’è detto disponibile alla richiesta di una giovane di fare il biglietto direttamente sul treno. Tuttavia, né all’andata né al ritorno nessuno ha chiesto il titolo di viaggio né a noi né a tanti utenti. Alla fermata del Policlinico è stato possibile “ammirare” tante scritte sui muri, costante delle stazioni di varie parti d’Italia.

Sono salite ancor più persone sulle carrozze alla stazione Piccola, in piazza Manzoni. A bordo c’è chi non ha mancato di notare la procedura d’emergenza prevista in carrozza.

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Appare il consiglio di rompere un vetro in caso di necessità, al fine di premere un pulsante e attivare l’allarme. Il materiale con cui è coperto l’interruttore rosso appare piuttosto resistente. Lecito chiedersi se un’anziana, un giovane o anche una persona di media età possa trovare lucidamente la forza per azionare il meccanismo al momento opportuno.

Intanto, il treno proseguiva il suo percorso in direzione sud. All’altezza della stazione di Formigine è apparso sull’altro binario il “gemello” che viaggiava verso Modena. Il luogo aveva presentato diverse criticità in un precedente servizio (ottobre 2014), ma a una rapida ricognizione alcune appaiono superate. Lo stesso si può dire per Sassuolo, in cui la pulizia è stata fatta in passato dagli stessi cittadini. Alle 9.14 la ripartenza verso Modena. Il viaggio è proseguito senza rallentamenti. All’arrivo l’accoglienza è data da un rifugio di fortuna. Quattro teli su quattro lati di recinzioni che coprono un rifugio fatto di sacchi a pelo, coperte, lattine di birra e oggetti in porcellana.

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