Sciatore ferito grave in fuoripista: assolto il Consorzio Cimone
FANANO. Dopo sei anni di udienze è stato ieri assolto Luigi Quattrini (in foto), direttore del Consorzio del Cimone (difeso dall’avvocato Andrea Stefani), dall’imputazione di lesioni gravi nei...
FANANO. Dopo sei anni di udienze è stato ieri assolto Luigi Quattrini (in foto), direttore del Consorzio del Cimone (difeso dall’avvocato Andrea Stefani), dall’imputazione di lesioni gravi nei confronti di un giovane bolognese caduto in un canalone del Cimoncino restando in coma e riportando gravi fratture. Il giudice di pace ha riconosciuto che il ragazzo, anche se esperto sciatore, si è infortunato in una zona esterna alla pista in questione e quindi il Consorzio del Cimone non ne è responsabile.
La causa, in realtà, è stata complessa e il giovane bolognese, allora 17enne, ha riportato fratture così gravi da dover subire un lungo processo riabilitazione motoria a Montecatone, oltre all’iniziale ricovero in stato di coma: per questo motivo i familiari avevano chiesto un risarcimento di 300mila euro.
Il punto in discussione era però legato a pochi secondi prima della caduta nel canalone: il giovane c’era finito accidentalmente perdendo l’equilibrio, come sostiene il padre, oppure c’è andato intenzionalmente per sciare in fuoripista? Il fatto è accaduto l’8 dicembre 2008 alla Pista Bacciolara del Cimoncino, all’epoca “rossa” (oggi riclassificata come “nera” per altri motivi). Il ragazzo e il padre, provetti sciatori, non erano mai stati sul Cimone e hanno scelto quella pista raggiungendola con una seggiovia e poi un tapis roulant perché la conformazione del primo tratto è in salita.
Quando l’adolescente ha iniziato la discesa sotto lo sguardo del padre, dopo 150 metri ha avuto un’improvvisa deviazione sulla destra che lo ha portato fuori dal percorso in un canalone. Vedendolo scomparire dalla visuale, il padre si è affacciato sul dirupo e lo ha visto, piccolo come un puntino, 150 metri più sotto. Era privo di sensi e e fratturato in molti punti. Poi è iniziato il calvario della riabilitazione con spese ingenti. L’accusa di lesioni era collegata all’ipotesi della parte lesa che quel tratto di fuoripista non fosse adeguatamente segnalato dal gestore, il direttore Luigi Quattrini, così come il dirupo.
Carlo Gregori
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