Gazzetta di Modena

Modena

Si accendono le nuove luci Prove generali nel duomo

di Serena Arbizzi
Si accendono le nuove luci Prove generali nel duomo

I lavori di ricostruzione e consolidamento dopo il terremoto sono ormai finiti L’illuminazione è stata potenziata e la facciata e le opere d’arte valorizzate

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Prove generali perché la città possa riabbracciare uno dei suoi simboli. Prove generali per riaccendere la cattedrale che domina piazza Martiri e che sarà riaperta a marzo dopo gli imponenti lavori di ricostruzione e consolidamento dalle ferite riportate da quel tremendo maggio del 2012, quando le scosse di terremoto costrinsero vescovo e diocesi a chiuderla.

Gli interventi per riconsegnare la cattedrale ai carpigiani sono in dirittura d’arrivo: la terza fase, che ha visto completarsi il restauro dell’imponente edificio religioso, è ormai ultimato. E lunedì sera la piazza si è illuminata a festa per le prove delle nuove luci all’interno del duomo. Dalle finestre sulla facciata sbucavano fasci di luce a irradiare tutta piazza Martiri. Un evento, per la città, che ha tenuto numerosi carpigiani, che in quel momento si trovavano ad attraversare piazza Martiri, con il naso all’insù.

«Vogliamo che questo bellissimo edificio, che rappresenta l’identità della chiesa e della città di Carpi – ha anticipato il vescovo Francesco Cavina - torni ad essere quello che deve essere, un luogo di preghiera, oltre che un luogo di cultura e di arte». Il consistente ripristino del duomo ha previsto una serie di importanti operazione e verrà introdotta anche qualche novità: ad esempio, proprio l’illuminazione verrà potenziata. Le luci precedenti, di tipo prevalentemente liturgico, saranno sostituite da strumenti più potenti che consentiranno di apprezzare appieno le opere d’arte che si trovano all’interno della cattedrale. «Ormai tutti i lavori sono finiti per quanto riguarda il duomo – conferma l’ingegner Marco Soglia, responsabile della diocesi per i lavori relativi al dopo terremoto - Mancano solo le luci, le pulizie interne e la pulizia del Coro ligneo. I lavori sono stati suddivisi in tre fasi: le prime due di messa in sicurezza, l’ultima di restauro. La parte più brigosa degli interventi ha riguardato il tamburo durante la messa in sicurezza: era pericolante e molto danneggiato. Tutte le murature erano compresse e riportava lesioni in vari punti. È stato, quindi, consolidato e ciò ha richiesto circa un anno». Per quanto riguarda gli altri edifici della diocesi, a parte il duomo che come detto sarà il prossimo ad essere inaugurato, ma i lavori stanno avanzando anche su altri fronti.

«Si sta lavorando anche al monastero delle Clarisse e siamo ormai alla fine al Palazzo Vescovile – conclude l’ingegner Soglia - Inoltre, per l’estate crediamo di terminare anche la chiesa dell’Adorazione in via San Bernardino da Siena, oltre al Santuario della Madonna di Ponticelli. Successivamente, dopo l’approvazione del progetto definitivo, i lavori inizieranno anche nella chiesa di Sant’Ignazio e il periodo dovrebbe essere quello della prossima primavera».

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