Affitta e riempie di terra le Valli Maxi multa al giovane agricoltore
Mirandola. Voleva coltivare diversi ettari in zona umida, protetta dalle norme della Comunità Europea I lavori erano già piuttosto avanti: scoperto dalla polizia municipale dell’Area Nord e dai provinciali
MIRANDOLA. Aveva preso in affitto, pagandolo qualche migliaia di euro, un terreno di circa 50 ettari in via Pitoccheria, nel cuore delle Valli mirandolesi. E lì era intenzionato ad avviare una coltivazione piuttosto corposa visti anche i lavori eseguiti da una cooperativa incaricata di bonificare l’area e che aveva riempito di terriccio quelle che per decenni erano stati stagni pieni d’acqua. Ma il giovane agricoltore, residente a Oppeano (Verona), era intenzionato ad agire su un’area altamente tutelata dalle norme della Comunità europea che vede le Valli come zona di tutela ambientale anche per l’intenso passaggio degli uccelli migratori. Eppure i limiti imposti dal Piano regolatore comunale - che fanno degli acquitrini delle Valli un’area non adibita a seminativo - non sono stati rispettati e così, dopo gli accertamenti effettuati congiuntamente dalla Polizia Provinciale di Modena e dagli agenti del Corpo Intercomunale della Polizia Municipale dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, è arrivata una multa di 10.500 euro da aggiungere alla segnalazione alla Procura di Modena per mancanza di un’autorizzazione paesaggistica, modifica dell’utilizzo di un terreno e danneggiamento di habitat naturale. Intanto l’ufficio Ambiente del Comune di Mirandola ha emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori.
L’indagine nasce in estate quando una mail informa di ciò che sta avvenendo in via Pitoccheria. Arriva il primo sopralluogo che accerta la presenza di due macchine operatrici, una pala escavatrice e una ruspa cingolata, che avevano eseguito lavori di spianatura del terreno con asportazione di materiale da due arginature, una collocata a est e una a sud. Le operazioni in corso sull’arginatura a ridosso del canale di bonifica denominato Canaletto Bordine, ha anche comportato l’abbattimento di diverse piante, tant’è che sono stati “salvati” soltanto 46 salici bianchi.
L’organizzazione del giovane agricoltore era stata piuttosto meticolosa. Aveva affittato il terreno dalla proprietaria, anch’ella residente nel Veronese - si spiega così come sia riuscito ad arrivare fino a Mirandola - e poi si era rivolto ad una cooperativa per i lavori edili di riempimento degli acquitrini. Cosa volesse seminare non è ancora dato sapersi, ma l’operazione è del tutto abusiva. Gli agenti della polizia municipale dell’Area Nord e della Provincia, che si sono occupati dell’istruttoria, non sono nuovi a scoperte di un utilizzo illegale delle Valli. Soltanto negli ultimi anni, infatti, sono stati tre gli agricoltori segnalati alla Procura per aver “riconvertito” la zona tutelata dalla Comunità europea ad area coltivabile senza autorizzazioni.
Francesco Dondi
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