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Avvocato accusa praticante di estorsione

Avvocato accusa praticante di estorsione

La giovane legale e il marito rischiano il processo: pretesero soldi per attività con lo studio non pagate

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Una vicenda molto delicata e tutta da chiarire è stata al centro di una udienza preliminare affrontata ieri mattina in tribunale e rinviata ad altro giudice. Si tratta di un’accusa di estorsione che un avvocato civilista modenese ha sporto nei confronti di una praticante che ha frequentato il suo studio per fare pratica prima dell’esame e del marito di lei. In sostanza, accusa la giovane di aver preteso indebitamente 7mila euro, mentre lei afferma di aver chiesto solo una sua parte per le attività che aveva svolto nello studio per un anno. Il caso è stato discusso davanti al giudice Andrea Romito che però ha dovuto chiudere l’udienza preliminare rinviandola alla collega Paola Losavio: il motivo è che il giudice Romito aveva disposto le intercettazioni in fase di indagini e quindi era già stato coinvolto nel caso.

La vicenda risale al 2012 ed è stata al centro di una lunga indagine condotta dal pm Enrico Stefani. Sotto accusa è una giovane avvocatessa, una modenese trentenne, e suo marito, di qualche anno più grande. Lei si era laureata da poco e aveva avviato il praticantato nel ramo civilistico. Aveva così preso accordo con un avvocato modenese che tratta cause soprattutto assicurative e di risarcimento. La ragazza avrebbe impegnato poco tempo a capire che lo studio presso il quale lavorava non era il più richiesto e così si era data da fare per cercare di procurare cause. L’avvocato accoglieva tutto quello che lei segnalava o procacciava e alla fine incassava, ma tra i due non si era mai affrontata al questione economica: le spettava qualcosa? Questo problema è rimasto latente finché non è esploso quando la praticante si è trovata a dover adempiere ai primi pagamenti professionali. La praticante stava aspettando un bambino ed era in procinto di sposarsi. In quei giorni stava cercando di metter su casa in modo adeguato per il periodo impegnativo che l’aspettava. Così è tornata a chiedere un “contributo” per il suo apporto che aveva accresciuto a suo dire le entrare dell’avvocato. Di fronte a un altro no, il marito si è presentato dall’avvocato e ha chiesto i soldi. È a questo punto che l’avvocato, spaventato, ha denunciato lui e lei per tentata estorsione: una somma, i 7mila euro indicati, mai riscossa dalla coppia ma richiesta con toni minacciosi, a suo dire. Oggi l’avvocato è parte offesa (seguito dal collega Enrico Fontana), mentre la praticante e il marito rischiano un processo (li difendono gli avvocati Roberto Chiossi e Roberto Mariani). L’udienza col nuovo giudice si terrà il 13 marzo.

Carlo Gregori

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