Così le Piane di Mocogno resistono alla poca neve
Gli operatori della storica stazione continuano a credere negli investimenti Buona affluenza tra Capodanno e Befana «ma occorre andare oltre lo sci...»
LAMA MOCOGNO. «Prendiamo quel che viene». È con queste parole che Raffaele Boilini, del Consorzio Piane di Mocogno, sintetizza l'inizio della stagione turistica invernale. Una stagione che si conferma difficile per gli operatori sciistici, a causa della poca neve caduta nelle prime settimane invernali. «Le vacanze di Natale dovrebbero essere come il 15 di agosto al mare - commenta il padre Ivano, presidente del Consorzio - Purtroppo non è andata così». La situazione alle Piane non è infatti delle migliori, anche se, come dicono i Boilini, bisogna sempre guardare al bicchiere mezzo pieno: «A cavallo di capodanno abbiamo avuto pieno. Abbiamo lavorato molto anche con il ponte della Epifania». Il beltempo ha compensato in parte l'assenza di neve naturale, e sono state realizzate iniziative alternative: «Stiamo lavorando con degli sci club per fare delle uscite in notturna. Le scorse settimane abbiamo lavorato con Sestola, Pavullo e Riolunato. Diamo alternative a una stagione che non vuole decollare». Inoltre, le Piane possono vantare la presenza di un anello dedicato allo sci di fondo, unico in Emilia-Romagna e imbiancato dalla neve artificiale. «Poteva andare molto peggio», commenta Boilini. Queste considerazioni, però, non intaccano il fatto che questo non è il primo inverno di sofferenza per la nostra montagna. Un problema, questo, che Ivano descrive così: «Il male dell'Appennino è di non avere alternative alla neve. Si fanno le ciaspolate, ma non sono abbastanza. La gente preferisce camminare in estate, e se non può sciare passeggia in paese». La montagna, negli ultimi tempi, sta cercando di unirsi dare alternative, soprattutto d'inverno, «ma siamo ancora lontani dall'essere una realtà unica. Siamo rimasti indietro rispetto ai tempi attuali. Gli hotel spesso non sono attrezzati per dare alternative alla neve. Le strade sono poco curate e non ci sono fondi per sistemarle, ma la gente guarda a queste cose. Poi - chiosa Raffaele - c'è il meteo che cambia ogni dieci minuti». Ci sono aiuti regionali alle realtà in difficoltà, ma nonostante i benefici, secondo Boilini «gli aiuti dovrebbero essere dati partendo dalla manutenzione dei collegamenti, come le strade. Le Piane hanno una forte identità di territorio. Lavoriamo molto con le famiglie e anche i giovani sanno che quando sono qui è come se fossero a casa, quindi il nostro è un ambiente molto tranquillo e piacevole». E anche la stagione estiva porta i suoi frutti: «Nelle estati degli ultimi tre anni siamo cresciuti di molto. Siamo piccoli e facciamo un passo alla volta, ma abbiamo i nostri progetti. Quest'estate, per esempio, amplieremo il baby park per renderlo “quattro stagioni”». L'inverno, però, rimane un nodo cruciale. e su questo fronte si cominciano a vedere risposte di sistema: «La cosa positiva è che la montagna, da Pavullo in su, sta cominciando a rendersi conto che se non si danno alternative alla neve si soffre tutti, perché i turisti creano indotto su tutto il territorio».
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