Dna, Longobardi e Partecipanza: discendenza svelata
NONANTOLA. Il 4 settembre 2015 venne diramato a Nonantola un invito diretto a 50 appartenenti alla Partecipanza Agraria e ad altrettanti non appartenenti affinché, su base volontaria, si...
NONANTOLA. Il 4 settembre 2015 venne diramato a Nonantola un invito diretto a 50 appartenenti alla Partecipanza Agraria e ad altrettanti non appartenenti affinché, su base volontaria, si sottoponessero ad analisi salivare. L’obiettivo era una ricerca sul Dna per valutare la reale discendenza dai Longobardi.
Il singolare invito arrivava dall’Università di Bologna e dalla stessa Partecipanza, che con curiosità aveva aderito subito al progetto. Quel giorno si presentarono 110 maschi a donare il proprio Dna al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’ateneo. Ebbene, i primi risultati dello studio stanno per essere divulgati. Giovedì 19, alle 20.30, nella sala del Teatro Massimo Troisi, in viale delle Rimembranze, 8 il ricercatore titolare dell'indagine, Alessio Boattini, e il presidente di Partecipanza Agraria, l’agronomo Alberto Reggiani (nella foto), presenteranno alla platea i primi risultati dell’indagine. Preziosa perché si va oltre il mero risultato dell’origine in sé.
«I flussi, i movimenti delle popolazioni, l’evoluzione della lingua in Europa e a livello planetario sono parte integrante della ricerca - spiega il presidente Reggiani - La nostra finalità è stata ed è quella di collaborare ad un progetto europeo, ma che sarà presto anche mondiale, perché ogni forma di valorizzazione della nostra Partecipanza viene accolta con estremo interesse. I marcatori molecolari che individuano la popolazione sono legati al cromosoma Y, quindi a quello maschile. La trasmissione del diritto di partecipanza avviene proprio in linea maschile. Il che suggerisce che lo studio sarà fonte preziosa per noi, legati al territorio da mille anni».
I cinquantacinque nonantolani non appartenenti all’ente, che pure aderirono a quell’invito, sono stati vero ago della bilancia dal momento che il loro Dna è stato usato come elemento di confronto e di raffronto. Il ricercatore Alessio Boattini, docente nell'ateneo bolognese, anticipa: «I calcoli sulla nostra ipotesi storica in materia di origine sono ancora in corso ma posso confermare che a Nonantola una differenza sotto il profilo genetico effettivamente c’è. Però mi riservo di ragionarci sopra ancora un po’. Mi riferisco proprio alla natura di quella differenza. Il primo studio svolto con la Partecipanza di San Giovanni in Persiceto ha dato risultati interessanti con origine longobarda. Nonantola è il secondo territorio sul quale svolgiamo indagine di flussi e di diffusione delle popolazioni. Ma sarà il 19 gennaio il momento per approfondire la domanda di partenza, domanda che chiedeva quale fosse la differenza tra popolazioni dello stesso territorio e da dove quella differenza provenisse».
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