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Hera, investimenti per 2,5 miliardi e dividendi a 0,10

Hera, investimenti per 2,5 miliardi e dividendi a 0,10

Previsti in crescita utile per azione e margine operativo Continuerà il programma di acquisizione di altre imprese

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L’azienda multiservizi Hera ha presentato il Piano industriale per i prossimi anni fino al 2020 con numeri che prevedono un incremento costante: circa 2,5 miliardi di euro di investimenti industriali e finanziari, utile per azione in crescita del 5% all'anno, margine operativo superiore al miliardo di euro (per l’esattezza 1,080 miliardi) e per gli azionisti un dividendo in crescita a partire dal 2017 fino a 10 centesimi per azione nel 2020.

Il Piano è stato approvato ieri dal Cda, che ha anche esaminato il preconsuntivo 2016, nel quale si consolida un margine operativo lordo a fine anno superiore ai 905 milioni di euro (rispetto agli 884 milioni al 31 dicembre 2015). Dal punto di vista economico-finanziario il Piano prevede al 2020 un incremento netto del margine operativo lordo di circa 200 milioni rispetto agli 884 milioni a fine 2015, 50 milioni in più rispetto al target 2019 del precedente Piano. I prossimi saranno anni di grandi trasformazione nel settore delle “utilities”.

«La pressione competitiva - afferma Hera - sarà sempre più forte nella maggior parte delle attività in portafoglio, vista la pluralità di gare previste.In ballo c'è l'assegnazione dei Servizi di distribuzione del gas, igiene urbana, illuminazione pubblica e sui segmenti di clientela tutelata-amministrata nel settore della vendita di energia. Un'ulteriore spinta alla crescita deriverà nel biennio 2016-2018 dalle attività dei servizi di salvaguardia elettrica e default gas e, successivamente, dalla leva delle gare gas, con un margine operativo lordo atteso di 27 milioni nell'ipotesi di riconferma (questo è l'obiettivo) del Gruppo quale gestore nei territori di riferimento. Grazie a questi risultati Hera sarà in grado di assorbire e più che compensare gli effetti negativi (per oltre 50 milioni di euro) legati alla riduzione degli incentivi sulla produzione di energia rinnovabile e del tasso di remunerazione del capitale investito nei business regolati».

«Anche nei settori liberalizzati - contnua Hera - il Gruppo intende continuare a cogliere, già dall'inizio di questo 2017, le opportunità di acquisizione di aziende monobusiness, come già fatto nel 2016 nei settori ambiente ed energia. Si riconferma infine una forte attenzione alla creazione di valore per gli azionisti, con un progressivo miglioramento dei ritorni finanziari sul capitale investito e sull'equity, un utile per azione in crescita di circa il 5% medio annuo e una politica dei dividendi in aumento rispetto al trend storico. Dall'esercizio 2017, infatti, il dividendo per azione aumenterà a 9,5 centesimi e, a partire dal 2019, a 10 centesimi (+11%)».

Il Piano è sorretto da investimenti per circa 2,5 miliardi di euro (250 milioni in più rispetto al precedente documento strategico), che serviranno anche a innestare la trasformazione dei business verso i nuovi paradigmi dell'economia circolare e dell'industria 4.0. La filiera reti assorbirà il 70% degli investimenti, inclusi 350 milioni dedicati alle gare gas e altri importanti interventi di ammodernamento delle infrastrutture. Al 2020 la filiera ambiente contribuirà per il 27% alla marginalità generata dal gruppo, con un margine operativo lordo previsto in crescita dai 230 milioni di euro del 2015 ai 289 milioni del 2020.

«Si riconferma l'attenzione alle tematiche legate all'economia circolare - dice ancora l’azienda multiservizi - nel 2015 con il conferimento in discarica del 9% dei rifiuti urbani Hera ha già raggiunto l'obiettivo che la Ue si è data per il 2030, ma si prevede al 2020 di scendere addirittura al 6%».

«Il miglioramento della nostra solidità finanziaria - afferma il presidente Tomaso Tommasi di Vignano - ci consente da un lato di riconfermare e migliorare ulteriormente la politica dei dividendi perseguita negli ultimi anni, dall'altro di considerare la profonda trasformazione in atto nel settore come una ulteriore opportunità di sviluppo, come già sperimentato nel passato».

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