«Incentivi per le auto: i soldi ci sono»
L’assessore Gazzolo: «Non sono promesse, ma fatti. E dopo i bonus per i veicoli commerciali ci saranno quelli per i privati»
Un piano coraggioso, certamente. Un piano che, però, deve anche fare i conti con le tasche dei cittadini e non solo con la qualità dell’aria. Il giorno dopo la presentazione del nuovo Piano aria integrato regionale (Pair) che si pone obiettivi virtuosi da qui al 2020, le polemiche non mancano. E sono quelle di chi, ad esempio, si vedrà costretto a cambiare auto dall’ottobre 2018 se possiede un Euro 4 diesel, mezzo tutto sommato recente. Può la manovra ambientale incidere così sulle tasche dei cittadini. L’assessore regionale all’ambiente, Paola Gazzolo, di fronte ai dubbi che ponevamo già ieri, è uscita allo scoperto.
Assessore Gazzolo, partiamo dai numeri: sono anni che Modena rivendica, accanto a domeniche ecologiche e giovedì senz’auto, finanziamenti strutturali per il rinnovo dei veicoli, che non può pesare solo sui singoli cittadini. Questi soldi ci sono?
«Abbiamo superato i vecchi accordi del passato fissando un obiettivo strategico da qui al 2020: pm10 dimezzate, nelle città riduzione del traffico pari al 20 per cento e almeno il 20 per cento in più di spostamenti in bicicletta. Per raggiungere tutto questo sappiamo che la manovra ha bisogno di finanziamenti. E i soldi, lo chiarisco, non sono una promessa ma una certezza. Da qui al 2020 sono circa 300 milioni di euro sicuri. Poi speriamo ne arrivino altri».
Speriamo, intanto, che non si chieda ai cittadini di sostenere tutti gli sforzi: gli euro 4 diesel sono ancora molto diffuse.
«Lo sappiamo e abbiamo già previsto, in questa fase di avvio, eco-bonus per tutto il 2017 da 2500 euro per rottamare i veicoli commerciali più inquinanti».
E i tanti privati cittadini?
«Interverremo anche in questa direzione. Intanto vediamo in questi mesi quanti ecoincentivi distribuiremo, poi allargheremo i bonus anche ad altre categorie».
Non vi sembra di chiedere troppi ai singoli cittadini e di incidere poco con interventi strutturali?
«Ci sembra di essere stati coraggiosi, questo sì. E ci sembra che i cittadini sappiano quanto sia importante respirare aria pulita. Per questo chiediamo a tutti senso di responsabilità. Noi, da parte nostra come Regione, ci mettiamo la faccia, fissiamo obiettivi chiari e li dichiariamo, sapendo che agire su trasporti e riscaldamento significherebbe risolvere gran parte dei problemi».
Prima dei mezzi privati bisognerebbe intervenire sul trasporto pubblico, che a Modena ha ancora mezzi piuttosto inquinanti.
«E lo faremo. Verranno sostituiti almeno 600 autobus di categoria inferiore a Euro 3, in ambito urbano, pari al 20 per cento dei mezzi circolanti, per un investimento di 160 milioni. Di questi, 80 milioni sono cofinanziati dalle aziende di trasporto pubblico locale».
A fine mese incontrerete il Governo a Bologna: cosa chiederete per la nostra aria inquinata?
«Ancora più finanziamenti per gli ecobonus, perchè di questo c’è bisogno per rendere la manovra ancora più efficace. Lo chiederemo allo Stato, lo chiederemo all’Europa. Con una presa di coscienza chiara: l’aria che respiriamo in Emilia Romagna non è nostra, è di tutti. E tutti devono concorrere a renderla migliore. Si tratta di ragionare in ottica allargata, perchè tutti facciano la loro parte, in Pianura Padana non ci siamo solo noi».
Non ha paura che alla fine, a forza di deroghe, tutto resti come oggi?
«Laddove ci sono deroghe ci devono anche essere misure coerenti. Ad esempio a Modena, accanto alle restrizioni alla circolazione, ci sono comunque orari che permettono a chi si deve muovere di farlo in determinati orari. Poi, come sempre, sono le singole persone e le loro abitudini a fare la differenza. È questione di educazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
