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Modena, Bisonti della strada nel mirino: più controlli in autostrada

di Saverio Cioce
Modena, Bisonti della strada nel mirino: più controlli in autostrada

Autostrade, Tir coinvolti nel 41% degli incidenti. Camionisti al top per falsificazione di strumenti

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MODENA, Brutti tempi per i bisonti della strada ma soprattutto per i loro guidatori. I camionisti finiscono nel mirino perchè non solo sono coinvolti nel 41% degli incidenti in autostrada, ma perchè i sistemi escogitati per aggirare il cronotachigrafo sono usati a piene mani.

L’ansia di arrivare a destinazione, accumulando più chilometri possibili per guadagnare un poco di più, ha creato un fiorente mercato di magneti e altre diavolerie elettroniche in grado di falsificare i dati del meccanismo che dovrebbe tenere sotto controllo la guida, le percorrenze, i tempi di guida e le velocità dei colossi della strada. Insomma, i trucchi per aggirare l’obbligo dei tempi di riposo e i limiti delle ore di guida sono tanti quanti gli apparecchi in vendita sottobanco.

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«Le irregolarità ci sono, il settore del trasporto pesante è una priorità nel nostro lavoro - spiega Francesco Berna Nasca, comandante della Polizia Stradale di Modena - Del resto le implicazioni di questo comparto vitale per l’economia si riflettono in tanti aspetti che vanno oltre la sola circolazione stradale. Il nostro obbiettivo è quello di garantire il massimo di sicurezza per tutti. Lo stesso vale per tutti i guidatori professionali, compresi quelli dei pullmann. Per gite e bus scolastuici abbiamo elevato 43 contravvenzioni alle ditte».

Seguendo le sollecitazioni che arrivano da Roma, gli agenti hanno registrato solo per i mezzi pesanti 158 violazioni per i cronotachigrafi manipolati o resi inoffensivi da magneti o apparecchi elettronici, 1.184 sanzioni per carichi ecessivi e ben 1.107 infrazioni per il superamento delle ore di guida consentite.

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«In questi casi - continua Berna Nasca - i colpi di sonno sono un pericolo sempre in agguato. Quando riscontriamo questi superamenti disponiamo il fermo sul posto del veicolo coinvolto. Ma su alcune violazioni, come tempi di lavoro,carichi eccessivi e falsificazione dei cronotachigrafi, è possibile pagare immediatamente la contravvenzione e riprendere il viaggio. E i tempi di guida sono compressi da una concorrenza spietata. Le sanzioni sono una barriera e i controlli su strada un deterrente».

Ma le multe finiscono per diventare, nel frenetico mondo dei trasporti su strada e dei Tir, una sorta di pedaggio al destino, da pagare senza storie pur di ripartire al più presto.

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Cinzia Franchini, modenese e presidente nazionale della Fita Cna, non ci sta a mettere i suoi colleghi sul banco degli imputati.

«Troppo spesso si mettono insieme nel trasporto su strada - dice - i trasportatori professionisti con quelli che lo fanno in modo più occasionale. Eppure le statistiche non tengono conto delle differenze tra camionisti italiani, tra chi guida un furgone con la patente B come un automobilista qualsiasi e chi sta ore al volante di un mezzo da 16 metri che pesa tonnellate. L’Inail invece certifica che anno dopo anno gli incidenti in cui sono coinvolti i nostri camionisti sono in costante calo. Il fatto è che molte grandi ditte assumono guidatori che arrivano dall’Est che guidano sino a che possono, con scarsa attenzione a limiti e regole. Noi stiamo lanciando da anni, inascoltati dal ministero, gli allarmi sulla guerra delle tariffe, spinte sempre più in basso e in cui alla fine vince sempre chi ha meno scrupoli. Negli ultimi tempi, ad esempio, il sistema Uber per il trasporto anche delle merci oltre che dei passeggeri sta prendendo sempre più piede. Per le persone questo arruolamento di autisti occasionali, arruolati su internet e senza assicurazione per passeggeri trasportati in maniera continuativa, ha scatenato la guerra con i taxi. Che faremo quando arriverà la concorrenza selvaggia per consegnare i piccoli pacchi o la spesa ordinata sul web? Il governo ignora il problema».

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