Scoprire col gioco la nuova frontiera di musei e gallerie
Attività ludico interattive sono sempre più diffuse sia in Italia che all’estero per divulgare divertendo
Negli ultimi anni è sempre più evidente come il gioco stia andando ad occupare un ruolo importante, se non centrale, nel nostro mondo. Già da tempo, ad esempio, il fatturato dell'industria del videogioco ha superato di gran lunga quello del cinema e della musica ed è sempre più frequente, anche grazie alla grande diffusione dei dispositivi “mobile”, vedere giocare persone che solo qualche anno fa non si sarebbe mai avvicinata al gioco. Eric Zimmerman, saggista e game designer, parla del nostro come del Secolo Ludico dicendo «I giochi saranno sempre più il mezzo con cui le persone si approcceranno all'arte, al design e all'intrattenimento; nel caso non siano giochi, saranno comunque esperienze molto simili a essi».
Non c'è quindi da stupirsi se andando a visitare un monumento, una città o un museo, sia esso d'arte o scientifico, vi troverete coinvolti in una qualche attività ludico-interattiva. Ad oggi non sono tantissimi i musei che si stanno attrezzando in questo senso ma la direzione è tracciata e giorno dopo giorno nuovi musei ed istituti si avvalgono della consulenza di game designer e nascono percorsi ludici museali di qualità. Un'esperienza senz'altro interessante e all'avanguardia in questo senso la sta offrendo anche il nostro MATA con la mostra “I Migliori Album della nostra Vita”. A fianco della visita tradizionale è infatti possibile esplorare le opere grazie ad un percorso ludico-interattivo appositamente realizzato. All’ingresso al visitatore verrà consegnata la Guida dello Sportivo, un piccolo manualetto che lo catapulterà in una dimensione ludica alla ricerca delle 5 figurine mancanti per completare la propria collezione. La Guida dello Sportivo servirà anche per annotare i risultati delle varie prove e scoprire che tipo di sportivo siete. Il percorso può essere affrontato da soli, in una sfida contro se stessi e il tempo, o in gruppo, sfidando nelle varie prove i propri amici e familiari. Ogni sessione della mostra è affiancata da un gioco diverso che la richiama e che da essa prende spunto.
Come dicevo però, in Italia e all'estero, sono diversi i musei che hanno inserito percorsi ludico-interattivi ed esiste anche un filone di ricerca che si occupa proprio di questo. Matteo Bisanti, specializzato in comunicazione della scienza e musei, da anni si occupa di queste cose.
Matteo, qual è il museo italiano più all'avanguardia nell'utilizzo del gioco?
«Se si intende il gioco come percorso interattivo ce ne sono vari di valore, almeno in ambito scientifico. Cito solo i più famosi: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, il MUSE di Trento e l'Immaginario Scientifico di Trieste. Se si intende il gioco in senso stretto, come giochi da tavolo o simili, allora ci sono esempi più vicini a noi come le attività laboratoriali con tablet ludici del Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell'Università di Modena e Reggio o i laboratori del Museo della Bilancia di Campogalliano».
E a livello internazionale?
«A livello internazionale gli esempi di musei o science center in cui l'esperienza interattiva è fondamentale sono numerosi a partire dall'Exploratorium di San Francisco, dal Natural History Museum di Londra e la Cite des Sciences et de l'Industrie di Parigi. Anche in ambito storico-artistico i musei si sono attrezzati, come per esempio il Rijksmuseum di Amsterdam e il suo percorso ludico a metà tra un urban game e un'audioguida».
Pensi che introdurre il gioco nei musei non possa far correre il rischio di banalizzare argomenti più seri?
«Assolutamente no. Il gioco è uno strumento educativo e comunicativo potente se utilizzato per veicolare un argomento. Attraverso il gioco e l'interazione si può ricreare un'esperienza museale piacevole per i visitatori e rafforzare così i contenuti di un museo. Si parla in questo caso di apprendimento informale, caratterizzato da un percorso non necessariamente lineare, libertà di scelta degli argomenti e livelli variabili di approfondimento».
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